Nuovo Ordine Mondiale

Il paradosso del politicamente corretto: così si tollera la pedofilia

Roberto Vivaldelli 

Ha destato molto scalpore e indignazione il programma televisivo olandese per bambini, accusato di essere “pro-pedofilia”, nel quale si vedono degli adulti spogliarsi in studio davanti a un pubblico di ragazzini, con questi minori che fanno poi ai primi domande sul corpo umano. Come riportato da IlGiornale.it, il programma si chiama Simply Naked ed è stato prodotto e pubblicizzato dall’emittente pubblica Nos. La platea di bambini che assiste a tale spogliarello, in base alle anticipazioni del programma, è composta da ragazzi con età dai 10 ai 12 anni e, a detta dei produttori del programma, questo sarebbe diretto a mostrare ai più piccoli com’è fatto un corpo umano.

Paesi Bassi, terra del partito dei pedofili

Non sorprende del tutto che questo accada nei Paesi Bassi. Dopotutto, le istituzioni olandesi sembrano essere troppo sin garantiste e tolleranti con la pedofilia e con chi la promuove. Nel 2013, una sentenza choc di una corte d’appello stabilì che non poteva essere vietata l’attività di una fondazione che da oltre trenta anni promuoveva la pedofilia. Nel 2019 la Fondazione Strijd tegen Misbruik chiese inoltre di vietare il cosiddetto “manuale dei pedofili”, un libro di oltre mille pagine che spiega in dettaglio come i pedofili possono attirare, accudire e maltrattare i bambini e come farlo senza che nessuno lo scopra. L’allora ministro della giustizia Ferdinand Grapperhaus rispose che gli avvocati del suo dipartimento conclusero che il divieto era “impossibile” perché il libro choc “non contiene materiale criminale”.

E proprio nei Paesi Bassi è stato rifondato l’anno scorso il “partito per l’Amore per il Prossimo, la Libertà e la Diversità” (Partij voor Naastenliefde, Vrijheid en Diversiteit, PNVD in olandese), originariamente fondato nel 2006, meglio conosciuto come il “partito dei pedofili” che sostiene la legalizzazione del sesso con i minorenni e il possesso di materiale pedopornografico. I risposta alla rinascita del partito, lo scorso ottobre alcune centinaia di persone, grazie all’associazione Save All Kids, sono scese in piazza a Utrecht contro “l’accettazione e la normalizzazione della pedofilia” nel Paese. A dimostrazione che il problema è sentito e una deriva pericolosa esiste.

Anni ’70: il manifesto degli intellettuali di sinistra

Guai però a pensare che si tratti un caso isolato. Perché c’è una certa deriva del pensiero cosiddetto “progressista” e ultra-liberal che intende in qualche modo sdoganare o comunque tollerare la pedofilia. È il grande paradosso del politicamente corretto, promotore della politica identitaria in difesa di tutte le minoranze del mondo, ma non dei bimbi. Non è un tema nuovo, infatti: già negli anni ’70 il filosofo francese Jean-Paul Sartre sottoscrisse insieme ai nomi più illustri della sinistra europea come Simone de Beauvoir e Michel Foucault il Manifesto in difesa della pedofilia pubblicato su Libèration.

Come ricordava qualche tempo fa Sergio Romano sul Corriere della Sera, la petizione fu lanciata nel 1977 dopo che tre uomini erano stati arrestati per avere avuto rapporti sessuali con ragazzi non ancora quindicenni ed erano stati tenuti in carcere per più di tre anni in attesa di giudizio. Ma i ragazzi non erano stati oggetto di violenze e si erano dichiarati, a quanto pare, consenzienti. Da qui venne lanciata la petizione, firmata da tutto il gotha della sinistra e dell’intellighenzia dell’epoca – Louis Aragon, Roland Barthes, Simone de Beauvoir, Michel Foucault, André Glucksman, Felix Guattari, Jack Lang, Bernard Kouchner, Jean-Paul Sartre, Philippe Sollers – per chiedere di eliminare dal codice leggi che gli intellettuali di sinistra ritenevano desuete e non al passo con i tempi.

“Pedofili come vittime”

La propaganda pro-pedofilia non va circoscritta però solo all’Aja. C’è una fetta del mondo progressista che promuove un diverso atteggiamento nei confronti dei pedofili, descritti non come criminali ma come vittime, in particolare nei Paesi anglosassoni, nei campus ultra-progressisti e in altri circuiti “intellettuali”. Come riportato da InsideOver, l’Università di Würzburg in Germania ha ospitato una Ted Talk sul tema “Future Societys”. Tra gli speaker presenti c’era anche Mirjam Heine, una studentessa di medicina che ha fatto un discorso controverso dal titolo “Perché la nostra percezione sulla pedofilia deve cambiare”.

Nella sua presentazione, Heine ha citato alcune ricerche scientifiche che classificano la pedofilia come “un orientamento sessuale immutabile”. Come si legge dal programma dell’evento, la studentessa si ispira al lavoro di un certo dottor Klaus Beier, direttore del dipartimento di sessuologia del Charite, considerato uno dei migliori ospedali universitari di Berlino. Secondo Heine, nessuno è responsabile del proprio orientamento sessuale e dei propri sentimenti, “ma ognuno è responsabile delle proprie azioni riguardo a essi”.

“Capire i pedofili”: l’ultima follia progressista

L’ultima deriva del progressismo liberal è quella che chiede a gran voce e senza pudore di “capire i pedofili”. Capire il loro “disturbo”. Comprenderli. È questo il messaggio del documentario di Amazon Prime Video Pedophile: Understanding the Mental Disorder: “I pedofili sono stati a lungo le persone più demonizzate di questa società”, riporta la descrizione del documentario. “Una nuova ricerca sta dimostrando che comprendere la condizione dei pedofili e affrontarla rappresenta un primo passo per ridurre i casi abuso sessuale su minori”.

Un pensiero isolato? Certo che no. In California, culla progressista d’America, lo scorso ottobre i democratici hanno promosso un controverso disegno di legge che che riduce la pena per gli adulti che fanno sesso consenziente con i minori che hanno meno di dieci anni di differenza. Secondo il promotore, il democratico Scott Wiener, il disegno di legge è stato presentato per porre fine alla “discriminazione delle persone Lgbt”.

Fonte: insideover

Nicola Zegrini nasce a Roma nel 1970. Dopo gli studi classici si laurea in Giurisprudenza alla Sapienza di Roma. Appassionato di ogni forma d'arte, suona vari strumenti e compone sin da giovane poesie e canzoni. Avido lettore, si interessa ad argomenti esoterici e nel 2011 pubblica "Lo specchio del pensiero", il suo primo romanzo. Apre anche un blog di attualità, crescita personale e benessere e sia libro che sito riscuotono un discreto successo. Attualmente lavora come responsabile in un albergo nel centro di Roma.

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