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C’è un’Italia in testa alle classifiche europee, da cui ripartire

Primi per minor consumo pro capite di risorse naturali e per produttività nel loro impiego. Tra i migliori per percentuale di imprese che utilizzano il cloud computing

Di: Marco Fortis

Scorrendo le statistiche dell’Eurostat si possono anche trovare delle belle sorprese per quanto riguarda l’Italia. Tant’è che siamo talmente abituati a pensarci rassegnatamente come il “fanalino di coda” nelle classifiche che rischiamo poi di rimanere letteralmente spiazzati o increduli quando scopriamo di essere invece i primi o tra i primi in Europa.

Perfino l’Eurostat, forse per abitudine e inerzia, sembra non credere in noi nemmeno di fronte ai propri stessi dati e prende così dei grossi granchi, come nell’ultima sua nota ufficiale sul consumo pro capite di risorse naturali, dove dice che la graduatoria europea del 2019 va dalla prima della classe, cioè la Spagna, che “avrebbe” il più basso consumo di risorse per abitante, pari a circa 8 tonnellate/anno, fino alla pecora nera d’Europa, cioè la Finlandia, che consuma invece circa 32 tonnellate di risorse naturali pro capite.

C'è un'Italia in testa alle classifiche europee, da cui

Peccato, perché in realtà, dati Eurostat alla mano, non è la Spagna la più virtuosa dell’UE, bensì l’Italia, che precede tutti i Paesi per minore consumo di risorse naturali, con 8,1 tonnellate per abitante nel 2019. A Bruxelles è successo che ci hanno semplicemente confusi con la Spagna. Pazienza. Forse ai funzionari dell’Eurostat sembrava impossibile che potessimo essere proprio noi italiani i migliori. La Spagna, per carità, è anch’essa brava (solo 9 tonnellate pro capite di consumo di risorse) ma è terza dopo l’Italia e l’Olanda, perché noi siamo decisamente i primi in Europa. Questi sono i fatti.

In sostanza, pur avendo una economia molto avanzata, l’Italia si pone dunque ai vertici dell’UE per minor impatto sull’ambiente sotto il profilo del prelievo di risorse naturali per abitante. Ma non è tutto. Perché il prelievo di risorse va comunque parametrato non solo alla popolazione ma anche al livello di sviluppo economico per avere un senso compiuto. E anche in questo caso scopriamo di essere al top.

Infatti, secondo l’Eurostat, per produttività nell’utilizzo delle risorse in rapporto al PIL espresso a parità di potere d’acquisto siamo secondi nell’UE soltanto ai Paesi Bassi (che peraltro fondano la loro economia prevalentemente sul commercio a differenza di noi che siamo per vocazione una nazione trasformatrice e manifatturiera, in classico stile “old economy”).

C'è un'Italia in testa alle classifiche europee, da cui

Dunque, dai dati Eurostat emerge a sorpresa una Italia con un modello di sviluppo che, seppur teso come le corde di un violino alla produzione, è comparativamente tra i più sostenibili. Un modello che ci offre una immagine alquanto diversa da quella dell’incessante e terribile devastazione della natura del nostro Paese che ci raccontano in modo martellante i nostri talk show e che, ovviamente, fa inorridire i molti blasonati commentatori “indignati speciali” della presunta Italia in declino.

Ma, sorpresa delle sorprese, dalle statistiche dell’Eurostat vien fuori un’Italia non solo orgogliosamente “old economy”, perfettamente coniugata con la sostenibilità, ma anche pronta a cogliere le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali e dell’informatica in perfetto stile “new economy”.

Infatti, siamo anche tra i Paesi UE con la più alta percentuale di imprese che utilizzano il cloud computing: quarti nell’UE dietro a Finlandia, Svezia e Danimarca. Quanti ci avrebbero scommesso tra i fanatici dei data room a senso unico (cioè in stile “siamo sempre i peggiori”)? Eppure, è proprio così: le nostre imprese conoscono le tecnologie, in questi ultimi anni vi hanno investito molto e le sanno usare. Si tratta di un altro di quei miracoli del mai troppo lodato “Piano Industria 4.0” che ha fatto fare in pochi anni un balzo in avanti all’innovazione e alla modernizzazione dell’apparato produttivo italiano come non accadeva da decenni. 

C'è un'Italia in testa alle classifiche europee, da cui

Sta a vedere che, quando il coronavirus sarà vinto, saremo tra i più pronti a ripartire.

Fonte: huffingtonpost

Nicola Zegrini nasce a Roma nel 1970. Dopo gli studi classici si laurea in Giurisprudenza alla Sapienza di Roma. Appassionato di ogni forma d'arte, suona vari strumenti e compone sin da giovane poesie e canzoni. Avido lettore, si interessa ad argomenti esoterici e nel 2011 pubblica "Lo specchio del pensiero", il suo primo romanzo. Apre anche un blog di attualità, crescita personale e benessere e sia libro che sito riscuotono un discreto successo. Attualmente lavora come responsabile in un albergo nel centro di Roma.

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