Finanza

Sapelli: ora Draghi salverà l’Italia, cambiando l’Europa

Come giudico l’arrivo di Draghi a Palazzo Chigi? Una notizia molto positiva. Un po’ come Martin Guzman, che da ministro dell’economia argentino sta trattando la ristrutturazione del debito con il Fondo Monetario. Anche lui, come Draghi, non c’entra niente con la maggioranza che esprime il governo. Entrambi hanno messo le loro competenze al servizio del paese. L’Argentina è stato uno dei paesi più ricchi del mondo. I populisti l’hanno portata al fallimento. Il compito di Draghi è quello di evitare all’Italia lo stesso destino. Draghi come Monti? Chi lo dice non ha capito proprio niente. Monti doveva tagliare, mentre Draghi dovrà spendere. La differenza viene dalla diversa formazione. Draghi ha studiato con Federico Caffè, economista keynesiano, e Monti alla Bocconi? La diversità nasce da più lontano. Entrambi hanno frequentato i gesuiti: Draghi al Massimo di Roma e Monti al Leone XIII di Milano. I primi insegnavano il cosmopolitismo, e nel loro album c’è l’evangelizzazione del Sudamerica. Bergoglio incarna perfettamente quella tradizione.

L’omaggio che gli ha riservato Draghi in Parlamento è il riconoscimento della missione sociale di questo Papa. I gesuiti di Monti erano giansenisti, che coprivano con una preghiera gli errori del capitalismo. E’ la cultura a fare gli uomini. Draghi è un servitore dello Stato. Trent’anni fa le privatizzazioni servirono a evitare il fallimento. Oggi bisogna ripristinare la crescita. Governo tecnico o politico? Politico: Draghi è un uomo della Prima Repubblica. Cerca il consenso, non lo scontro. Conte era divisivo, Draghi unisce: coltiva l’arte del compromesso. Mattarella, altro esponente della Prima Repubblica, non ha avuto esitazioni a cancellare “l’avvocato del popolo”. Moriremo tutti democristiani? Definirei Draghi un socialdemocratico, con molti riferimenti nel mondo cattolico: un riformista. In Banca d’Italia e poi al Tesoro ha lavorato con Ciampi (che da capo del governo, l’ultimo della Prima Repubblica, ha consacrato il metodo della concertazione come stile di comando); difficile dire che Ciampi fosse democristiano.

Nel mio ultimo libro (”Nella storia mondiale. Stati, mercati, guerre”) accuso i partiti italiani d’ignoranza, “perché per spiegare la nostra vita nazionale bisogna capire prima come si muove il mondo”. Volevo dire che quelli di prima non avevano capito nulla, a cominciare da Conte: spuntato dal nulla, frutto della mucillagine che avvolge i palazzi romani. Coltivava l’amicizia con i cinesi di Xi. Flirtava con Putin. I soldati russi a Bergamo come “sanificatori” non credo siano piaciuti. I nostri servizi segreti incaricati di coprire i traffici fra Mosca e Trump. Ad abbattere il governo Conte è stato Renzi. Ma l’onda è partita da molto più lontano. Draghi è un uomo potente. Apprezzato negli Usa, temuto in Germania. L’ex segretario al Tesoro, Timothy Geithner, nell’autobiografia racconta di essere stato incaricato da Obama di negoziare con Berlino la nomina di Draghi alla Bce. Perché? Era l’argine all’egemonia tedesca. Ancora una volta il capitalismo nordamericano ha vinto sull’ordo-liberismo teutonico.

Alla fine, però, la Merkel non solo ha accettato, ma ha anche fatto da sponda contro la Bundesbank e la Corte Costituzionale tedesca, che non vedevano l’ora di sbarazzarsi di Draghi. La politica doveva salvare la catena del valore che unisce l’industria tedesca a quella italiana. Hanno provato a sostituirci con la Cina, ma hanno rinunciato: troppo alto il divario di qualità. E poi non tira bella aria da quando il regime di Xi Jinping si è messo a giustiziare i capitalisti, i tycoon e persino le mogli, accusate di adulterio. Finito l’impegno a Palazzo Chigi, Draghi andrà al Quirinale? Tornerà a casa. Potrebbe tentarlo solo un altro incarico in Europa. Che cosa potrebbe esserci in Europa di più importante dopo la Bce? Dopo il Recovery Fund non si torna più indietro: l’Europa avrà una Costituzione. Bisogna solo decidere se confederale o, come piace a me, federale sul modello Usa. A un impegno del genere, Draghi non potrà sottrarsi. Soprattutto se, dopo aver salvato l’euro, avrà tirato l’Italia fuori dai guai.

(Giulio Sapelli, dichiarazioni rilasciate a Nino Sunseri per l’intervista sul ruolo di Mario Draghi alla guida dell’Italia pubblicata da “Libero” il 22 febbraio 2021 e ripresa da “Dagospia“. Storico ed economista, Sapelli è una delle voci più autorevoli del mondo progressista e post-keynesiano italiano).

Fonte: libreidee

Nicola Zegrini nasce a Roma nel 1970. Dopo gli studi classici si laurea in Giurisprudenza alla Sapienza di Roma. Appassionato di ogni forma d'arte, suona vari strumenti e compone sin da giovane poesie e canzoni. Avido lettore, si interessa ad argomenti esoterici e nel 2011 pubblica "Lo specchio del pensiero", il suo primo romanzo. Apre anche un blog di attualità, crescita personale e benessere e sia libro che sito riscuotono un discreto successo. Attualmente lavora come responsabile in un albergo nel centro di Roma.

5 commenti su “Sapelli: ora Draghi salverà l’Italia, cambiando l’Europa

  1. enzo michetti

    Draghi è un rebus. Forse potrebbe essere utile inizialmente, ma no di certo se l’Italia cessa di essere una Corporation e si riprende il titolo di Repubblica Italiana. In questa direzione i legami con bergoglio che dovrà sparire dalle scene, giocoforza ci trascinerà lo stesso draghi. Se draghi permane, il passaggio dell’Italia all’essere uno stato “SOVRANO”, sarà lungo o potrebbe non esserci. Non ci voglio pensare a questa infausta prospettiva che sarebbe la fine del Popolo Italiano.

    "Mi piace"

  2. Bergoglio “missione sociale”????????? missione di distruzione della Chiesa Cattolica e grande aiuto al NWO!

    "Mi piace"

  3. Draghi trent’anni fa evitò il fallimento dell’Italia? trent’anni fa, e prima del Britannia, l’Italia era la sesta potenza economica al mondo (e in Italia era tutto già allora da cambiare in senso Costituzionale). E’ questo il fallimento che ci ha evitato Draghi portandoci, allora e continuando ora, a ruota di scorta bucata, quella prima della Gregia, che è “stessa faccia stessa razza” nostra?
    Ma chi li paga chi scrive queste cose? I Massoni di Roosevelt?

    "Mi piace"

    • Alessandro

      Esattamente, le mistificazioni si sprecano. L’Italia era il maiale grasso da scannare quando Draghi si rese disponibile ad attuare le privatizzazioni.
      Le nostre aziende pubbliche erano dei colossi mondiali nei loro ambiti.
      Infatti ci tutti le volevano, ora draghi deve terminare il lavoro di distruzione del paese e l’annichilimento del popolo italiano .

      "Mi piace"

  4. draghi viene dai gesuiti come bergoglio
    il cardinale martini ecc……e gesuiti vuol dire massoneria…….credo che ci sia poco altro da dire

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

<span>%d</span> blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: