Geopolitica

La guerra della Merkel per la supremazia tedesca volge al termine

Tom Luongo per Gold Goats ‘n Guns

Per ovvi motivi la Cancelliera tedesca, Angela Merkel, avrà molte noie in futuro. E’ lei il canale principale attraverso il quale le idee peggiori arrivano in Europa.

La Merkel, quale agente di Klaus Schwab e del WEF, non ha alcuna considerazione del potenziale umano. E’ per questo che è al potere.

Disprezzo qualsiasi cosa la riguardi. Ma, nell’arena politica, non ha eguali in Europa.

E questo non perché abbia veramente del talento, ma perché gli altri sono semplicemente degli idioti, che ricoprono posizioni importanti grazie al WEF che detta loro l’agenda politica.

La Merkel, come tutti gli altri, è stata “scelta”.

La sua inettitudine è ben nota, soprattutto quando deve agire fuori alla UE.

In casa governa con il pugno di ferro ma, quando deve confrontarsi con qualcuno che non appartiene alla sua cerchia, come ad esempio quel matto di Erdogan, fallisce completamente.

La Merkel altro non è che un fantoccio il cui lavoro consiste nel mantenere la nave della nascente UE, in un modo o nell’altro, lungo la rotta verso l’iceberg del Great Reset.

Le stesse forze che hanno estromesso Trump e hanno selezionato Biden lo hanno fatto con l’intento di completare l’opera, subordinando gli Stati Uniti (e il loro complesso militare) al controllo dell’UE attraverso la normalizzazione delle politiche della spesa domestica, della produzione, delle tasse, ecc.

Questo è il risultato della valanga di ordini esecutivi firmati da Biden nel suo primo mese in carica.

E’ questo il motivo per cui il progetto di legge dello stimolo economico e del piano fiscale sono strutturati in un certo modo, o perché le relazioni dell’UE con la Russia non siano assolutamente migliorate.

E’ anche la ragione per cui il secondo impeachment di Trump sia finito in un mugolio.

Niente di tutto questo sarebbe accaduto se il Senato non si fosse arenato per mesi alla ricerca di testimoni.

Con Biden — il “presidente fungo” degli Stati Uniti — il WEF ha ottenuto esattamente ciò che voleva: un’America debole da usare come rostro per speronare la Russia e soggiogarla al Great Reset.

Sono convinto che l’idea di Davos sia che, una volta sottomessa la Russia, anche la Cina possa essere addomesticata.

Tra parentesi, non ho detto che questa strategia abbia senso, ma solo che è ciò che sta avvenendo, se connetto i punti fra loro.

La Merkel, quale Capo di Stato, ha voluto questa “Guerra Ibrida” con la Russia, ma non lo ha fatto spontaneamente.

Lei, con Putin, ha sempre fatto buon viso a cattivo gioco.

In effetti, ha acconsentito a che venisse sanzionato per tenere buoni gli Stati Uniti … ma non era colpa sua, poverina! Sono gli Americani i veri cattivi, l’UE è solo vittima dei loro giochi di guerra!

Penso che le dinamiche geopolitiche siano cambiate lo scorso anno con “l’”avvelenamento” di Navalny e con il tentativo di “colpo di stato” in Bielorussia.

La domanda è: perché?

Col senno del poi, le forze alleate con il WEF, negli Stati Uniti e in Europa, si aspettavano la presidenza di Biden.

E proprio questa “loro aspettativa” ha fatto sì che svelassero le carte, mostrando il vero volto del potere e chi aveva l’ultima parola con la Russia.

Vi do un indizio: non sono gli Stati Uniti.

La Merkel non si sarebbe mai sporcata le mani su questioni tanto delicate se non fosse stata sicura di avere il coltello dalla parte del manico nel rapporto con gli Stati Uniti, dopo l’insediamento ufficiale di Biden.

Molti commentatori non lo hanno ancora capito.

Non hanno compreso che l’obiettivo non è, come Pepe Escobar ci spiega in questo suo articolo, la liberazione tedesca dal giogo americano e quindi un ritorno alla propria sovranità, ma il capovolgimento totale delle dinamiche di potere.

***

Provate a immaginare una Germania padrona in Europa, che stringe relazioni più strette e fa più investimenti non solo con la Russia, ma anche con la Cina (questo è l’altro “segreto” dell’accordo commerciale tra la UE e la Cina).

Quindi, chiunque sia alla Casa Bianca, non deve aspettarsi dal Deep State Americano nient’altro che l’ossessione maniacale nei confronti della Russia e sempre più sanzioni.

La palla è nella metà campo tedesca e non in quella dei burocrati di Bruxelles, dove l’unica priorità è quella di ricevere la loro “grossa e grassa” pensione, ovviamente al netto delle tasse.

***

Pepe Escobar pensa ancora che possa esserci un dialogo tra gli “Atlantisti” che controllano la politica statunitense e gli “Europeisiti” della Merkel.

Io, invece, penso che non ci sia storia.

Non penso che il Deep State americano possa o voglia compromettere la Germania e che l’atteggiamento degli Stati Uniti nei confronti del Nordstream 2 sia solo una messinscena: la ben nota “politica dell’immobilità” tipica della Guerra Fredda.

Ho sostenuto il punto di vista di Pepe Escobar sulle implicazioni politiche del gasdotto Nordstream 2 dal giorno in cui fu annunciato e in cui la Polonia fece una scenata isterica.

La Germania al centro della rete di distribuzione energetica confermerebbe “de facto” la sua posizione di egemonia sulla UE, rendendo difficoltosa ogni contromossa.

Questo è il motivo per cui Spagna, Italia, Grecia, Portogallo e gli altri Paesi non possono avere governi contro la Merkel, perché sarebbero eliminati in diciotto mesi.

In particolare è l’Italia ad essere vulnerabile perché il Primo Ministro Mario Draghi è stato messo lì per finire il lavoro che aveva iniziato con il Target 2 e con tassi d’interesse negativi, quando era a capo della BCE.

Per me, la guerra per la supremazia tedesca è stata vinta il giorno in cui la Corte Suprema Federale negò l’azione legale del Texas contro la Pennsylvania, tagliando in questo modo ogni possibilità legale per Trump di sfidare il risultato elettorale.

Mettendo un fantoccio come Biden alla Casa Bianca perché proseguisse la strategia di Obama — rafforzare l’Europa — era tutto ciò di cui avevano bisogno.

La Merkel, a suo merito, ha giocato bene la carta dell’“Apocalisse Pandemica”.

Ha usato la crisi per rafforzare le sue pessime prospettive politiche, mettendo al sicuro la sua posizione nella CDU.

In più, aveva un paio di assi a disposizione e sapeva che uno di quegli assi stava per essere messo sul tavolo. 

Il merito, ovviamente, non è tutto suo.

In poche parole, quello che doveva fare era di non rovinare tutto facendo il passo più lungo della gamba. Cosa che fece con Navalny e anche piuttosto goffamente.

Quella mossa, in effetti, fece capire a Putin cosa stava succedendo.

Negli ultimi mesi la Russia di Putin ha ostacolato la UE su ogni questione.

Putin si è fortemente opposto al Great Reset che invece ogni leader mondiale ha abbracciato. A Davos, il suo è stato un grande discorso. 

I burocrati dell’UE che sono andati a Mosca sono tornati a casa con la coda fra le gambe, lamentandosi con il loro Chablis in mano.

Intanto, Putin e il suo Ministro Sergei Lavrov hanno rimarcato che il comportamento della UE sia inaccettabile e che le relazioni diplomatiche con l’Unione non siano delle migliori.

Qualcuno pensa ancora che questo comportamento non sia una dichiarazione d’indipendenza e di supremazia della UE/Germania?

Siamo così abituati ad opporci al comportamento egemonico degli Stati Uniti che lo giustifichiamo se viene tenuto dall’Europa — e specialmente dalla Germania?

Cos’è successo? Siamo stati ingannati, in un certo senso, dall’apparente debolezza della Merkel per tutti questi anni?

Perché non ci siamo accorti prima che un gruppo di oligarchi eugenisti stava progettando una cosa tanto stupida come il Great Reset?

Queste sono delle domande legittime e mi sento colpevole per non essermi accorto del quadro generale.

Per molto tempo ho creduto che persino Putin e Lavrov non avessero ben compreso cosa stava realmente accadendo a Bruxelles.

Visto, però, che l’indipendenza della Germania e la sua egemonia sull’UE stanno velocemente realizzandosi, anche grazie alla restaurazione della politica di Obama e al “presidente fungo” Biden, come stanno le cose in questo momento?

Secondo me, all’Europa non va meglio di prima.

Perché, come ho detto all’inizio dell’anno scorso, la Russia di Putin non ha concesso nulla alla Merkel.

Lei ha provato a fare grandi promesse a Putin ma senza mantenerle … e questo l’ha portata alla rovina.

Questo ha obbligato la Germania a far marcia indietro sulle nuove sanzioni per Navalny e per il coinvolgimento di Mosca nel mantenere Lukashenko al potere a Minsk.

In più, il rientro della Russia nel “Council of Europe” ha messo la Germania in condizioni di non poter intervenire nel processo russo di annessione della Crimea.

Il fatto che l’UE abbia dovuto accettare il vaccino russo è un altro esempio di chi indossi i pantaloni nella relazione tra Russia e Germania.

La Merkel ha bisogno del Nordstream 2 più che mai. Ha bisogno della Russia più che mai.

Ma il problema per la Merkel è che ora la Russia è economicamente più forte della Germania.

La Merkel sta gradualmente perdendo il supporto del popolo tedesco, che ha protestato a gran voce contro le politiche dei lockdown mentre, in Russia, nemmeno i Servizi Segreti degli Stati Uniti e dell’UE sono riusciti a riunire un numero di persone tale da poter inscenare una qualche protesta efficace contro Putin.

La Merkel sta distruggendo il profondo legame sociale che c’è tra la società civile tedesca e il Governo, mentre Putin con il suo popolo, lo ha solo rafforzato.

La Merkel ha punito il suo Paese con queste misure draconiane tipiche della Germania dell’Est.

Putin, invece, ha lasciato praticamente tutto aperto e sta uscendo dall’“Apocalisse Pandemica” molto velocemente, nonostante le numerose sanzioni.

Le ultime statistiche economiche della Russia (gennaio) sono eccezionali, se paragonate a quelle dell’anno precedente (periodo pre-Covid), quando il prezzo del petrolio era superiore a 65 dollari al barile:

  • La disoccupazione continua a diminuire, ora è al 5.8%.
  • Le vendite al dettaglio sono quasi agli stessi livelli del periodo pre-Covid.
  • La crescita reale dei salari, a gennaio, era del 4.6%.
  • Il PMI [Private Mortgage Insurance] è in espansione, non in recessione.
  • Il CPI [Consumer Price Index — Indice dei prezzi al consumo] sta salendo ed è al 5.2%.

E, finché Putin promuoverà la sovranità del suo popolo sarà sempre perdonato per i suoi errori.

Il suo tallone d’Achille è stato scendere a compromessi, in passato, con l’Europa e con gli Stati Uniti.

Da quando questo non succede più, da quando si è opposto al Great Reset, la sua posizione politica si è rafforzata in vista delle Elezioni della Duma che si terranno quest’anno.

La Merkel ha il problema opposto.

Ora si sta nascondendo, ma in Germania non esiste un’opposizione che non sia al soldo di Klaus Schwab, come d’altronde lo è lei.

Il suo capitale politico non può che scendere.

In questo momento AFD — Alternative for Germany — è in crisi ed è incapace di condurre una rivolta politica.

Anche quest’anno le elezioni per il CDU della Merkel sembrano una passeggiata.

Potrà così formare un’alleanza con i verdi com’è già successo nel Budersrat in questi anni.

Tuttavia, le cose possono mutare repentinamente nei prossimi otto mesi.

È chiaro che la Merkel, nonostante abbia ritrovato una supremazia sull’UE sganciandosi dagli Stati Uniti, non abbia alcun potere d’influenzare né la Russia né tanto meno la Cina.

E quest’influenza (ormai perduta) era ciò che le dava potere.

Saranno quei due Stati a dettare gli ordini a lei e a chiunque venga dopo di lei.

La Germania sarà ricattata dalle due Superpotenze e la sua possibilità di scelta sarà ridotta al “prendere o lasciare”.

*****

Link Originale: https://tomluongo.me/2021/02/20/merkel-war-germany-over/

Tratto da: mittdolcino

Nicola Zegrini nasce a Roma nel 1970. Dopo gli studi classici si laurea in Giurisprudenza alla Sapienza di Roma. Appassionato di ogni forma d'arte, suona vari strumenti e compone sin da giovane poesie e canzoni. Avido lettore, si interessa ad argomenti esoterici e nel 2011 pubblica "Lo specchio del pensiero", il suo primo romanzo. Apre anche un blog di attualità, crescita personale e benessere e sia libro che sito riscuotono un discreto successo. Attualmente lavora come responsabile in un albergo nel centro di Roma.

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