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Brexit conclusa, ora quanti paesi sono pronti ad uscire?

Di: Laniero Dertona

Le trattative Brexit sono quasi concluse, ed ormai c’è un accordo. Non sarà un accordo completo, non sarà esattamente quello che voleva Johnson, ma è accordo che ricostruisce la sovranità nazionale britannica. Il Regno Unito, pur con le sue contraddizioni, è tornato ad essere uno stato indipendente.

Alla fine il processo ha preso tre anni e mezzo dl momento del voto, quattro anni se consideriamo anche la definizione del referendum stesso. Un tempo molto lungo perchè c’è stato l’anno perso del governo May a dimostrazione che, se si prende una strada, non si può percorrerla con incertezza. Se si decide di uscire non si può condurre una trattativa essendo circondati da contraddizioni interne. La May era una Reminer , con maggioranza Remainer, che doveva contrattare la Brexit, quindi non poteva funzionare, Alla fine Johnson con una nuova maggioranza, più decisa, ha impiegato tredici mesi per giungere ad un’uscita concordata.

Ora quali paesi possono seguire il Regno Unito? Daniel Hannan, politico di lungo corso, con numerose cariche di governo precedenti e di fresca nomina alla Camera dei Pari ha identificato tre paesi candidati all’uscita, con due vie diverse.

La strada referendaria, simile a quella britannica, potrebbe essere seguita da Paesi Bassi e dalla Danimarca. Il primo paese si trova in contraddizione con numerose politiche europee, Recovery Fund per prima, per il quale gli olandesi non volevano la parte a fondo perduto. A marzo si terranno le elezioni nelle quali si presentano due forti partiti euroscettici. In Danimarca è in corso un forte dibattito circa la permanenza del paese nell’Unione ed il paese scandinavo, esattamente come il Regno Unito, ha conservato la propria moneta. I Paesi bassi sono nell’Euro, ma contestano la politica monetaria della BCE, troppo lassista.

Se invece l’uscita dovesse essere dovuta ad una crisi improvvisa allora il candidato all’uscita è l’Italia: l’alto debito la stagnazione ormai ventennale e le regole sempre più rigide legate al MES sembrano una combinazione micidiale che ci accompagna ad un’euro exit non concordato, con un referendum  tra l’altro impossibile, salvo modifiche Costituzionali, che comunque sarebbero opportune.

Il Regno Unito è già riuscito ad iniziare le vaccinazioni in anticipo rispetto all’Unione Europea, ed ha concluso in pochi mesi 64 accordi commerciali, a parte  quello con l’Unione. Dubitate ancora che possa vere successo? Se avrà successo, cosa terrà assieme l’Unione, a parte la repressione di Bruxelles ?

Fonte: scenarieconomici

Nicola Zegrini nasce a Roma nel 1970. Dopo gli studi classici si laurea in Giurisprudenza alla Sapienza di Roma. Appassionato di ogni forma d'arte, suona vari strumenti e compone sin da giovane poesie e canzoni. Avido lettore, si interessa ad argomenti esoterici e nel 2011 pubblica "Lo specchio del pensiero", il suo primo romanzo. Apre anche un blog di attualità, crescita personale e benessere e sia libro che sito riscuotono un discreto successo. Attualmente lavora come responsabile in un albergo nel centro di Roma.

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