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QUALCOSA NON TORNA!!!! brevissime considerazioni sulla stranissima sentenza della Corte Suprema sul ricorso presentato dallo Stato del Texas


di Megas Alexandros

Questa mattina  il risveglio e’ stato amaro, non appena ho appreso dal nostro insuperabile Franco (il quale magistralmente ci aggiorna sulla situazione elezioni USA-2020), che la Corte Suprema aveva rigettato il ricorso presentato dallo Stato del Texas (sostenuto da altri 18 stati), contro gli Stati della Pennsylvania, Georgia, Wisconsin e Michigan per palesi violazioni delle leggi elettarali degli Stati stessi.

Bevuto il mio caffellatte, sono andato subito a cercare le motivazioni della sentenza, tanta era la curiosita’, vista anche la velocita’ con cui la sentenza era arrivata. Fatto che lasciava presagire una sentenza di legittimita’ e non di merito, preso atto che dalla lettura del ricorso, per entrare nel merito delle frodi, occorreva tempo.

Ecco la sentenza, come previsto…… la Corte non entra nel merito:

Praticamente la Corte Suprema seguendo il famoso esempio di Ponzio Pilato...”se ne e’ lavata, letteralemente le mani!!!!”

non entrando minimamente nella disputa delle numerose ed incredibili frodi riscontrate in queste elezioni presidenziali.

Piu’ che la leggevo e piu’ che qualcosa non mi tornava….. tanto che nella mia mente prendeva sempre piu’ spazio  il pensiero che questa sentenza non avesse niente di giuridico ma tutto di politico……

Leggete con attenzione:


“La mozione di reclamo dello Stato del Texas viene respinta per mancanza di legittimazione ai sensi dell’articolo III della Costituzione. Il Texas non ha dimostrato un interesse percepibile dal punto di vista giudiziario nel modo in cui un altro Stato conduce le sue elezioni. Tutte le altre mozioni in sospeso vengono respinte come discutibili”


Come fanno i giudici della Corte a sostenere che lo Stato del Texas non ha dimostrato un interesse percepibile dal punto di vista giudiziario su come un altro Stato conduce le elezioni. La dimostrazione sta nelle molteplici e gigantesche frodi evidenziate. Certo, se la Corte non entra nel merito analizzandole, chiudendo entrambi gli occhi….. e facendo finta che non esistessero, allora non sta svolgendo il suo ruolo di potere giudiziario ma sta facendo politica.

Altro aspetto, che fa capire l’essenza di una sentenza politica. Come puo’ lo Stato del Texas essere considerato non legittimato ai sensi dell’art. III della Costituzione. La legittimazione per uno Stato appartenente ad una Federazione, di veder rispettata la Costituzione gli viene dall’appartenenza stessa a tale Federazione.

Uno Stato federale è per definizione un contratto fra Stati. Il contratto è la Costituzione. Fissa le regole di base. Dentro queste regole di base, poi ogni singolo Stato fa come crede.

Ma se un Stato contesta che un altro Stato ha violato la Costituzione (cioè il contratto e quindi le regole di base) come fa una Corte Suprema a non entrare nel merito? Magari dà torto al ricorrente. Ma come può rifiutarsi di entrare nel merito? 

Ecco perche’ lo Stato del Texas e’ corso subito a stilare questo documento dove chiaramente si manifestano intenzioni secessioniste, qualora il contratto (la Costituzione) che unisce gli Stati non venga rispettato. E come dargli torto!!!!


“La Corte Suprema, nel lanciare la causa in Texas a cui si sono uniti diciassette stati e 106 membri del Congresso degli Stati Uniti, ha decretato che uno stato può intraprendere azioni incostituzionali e violare la propria legge elettorale. Con conseguenti effetti dannosi su altri Stati che rispettano la legge, mentre lo Stato colpevole non subisce conseguenze. Questa decisione stabilisce un precedente secondo il quale gli stati possono violare la costituzione degli Stati Uniti e non essere ritenuti responsabili. Questa decisione avrà ramificazioni di vasta portata per il futuro della nostra repubblica costituzionale. Forse gli stati rispettosi della legge dovrebbero legarsi insieme e formare un’Unione di stati che rispetterà la costituzione “.

Il GOP del Texas difenderà sempre la Costituzione e lo Stato di diritto anche mentre gli altri non lo fanno.


Come potete leggere nelle parole del comunicato, la questione giuridica e’ di una banalita’ assoluta, ma la Corte ha volutamente non prendersi la responsbailita’ di entrare nel merito. Come un medico che si rifiuta di operare.

Questi giudici, dovrebbero riflettere attentamente sulla portata delle frasi del comunicato che ho sottolineato (“Forse gli stati rispettosi della legge dovrebbero legarsi insieme e formare un’Unione di stati che rispetterà la costituzione “), potrebbero essere ricordati nei libri di storia come i giudici che lavandosene le mani hanno portato alla dissoluzione dell’impero americano.

Un’altra cosa, molto strana, balza all’occhio leggendo le ultime righe della brevissima sentenza:


Dichiarazione di giustizia Alito, con cui si unisce il giudice Thomas:
“A mio avviso, non abbiamo la facoltà di negare la presentazione di una fattura di reclamo in un caso che rientra nella nostra giurisdizione originale. Vedere Arizona v. California, 589 U. S. ___ (24 febbraio 2020) (Thomas, J., dissenziente). Accetterei quindi la mozione per depositare la fattura del reclamo ma non concederei altro sollievo, e non esprimo alcun parere su qualsiasi altra questione”.


Come vedete su nove giudici che formano la Corte Suprema, solo due si sono staccati non concordando con la decisione. Quindi apparentemente, parrebbe che gli altri sette avessero votato per respingere il ricorso.

E la cosa si fa ancora piu’ strana se pensiamo che i giudici sopra citati, Alito e Thomson sono quelli nominati da Bush, che tutti davano contrari al Presidente Trump. Mentre parrebbe che i tre nominati da Trump addirittura gli avessero voltato le spalle, compresa la giudice Amy Coney Barrett, nominata poco piu’ di un mese fa.

Non c’e’ che dire la situazione e’ alquanto complessa, credo che mai come adesso, il paese e la piu’ grande democrazia che ha condotto il mondo negli utlimi 200 anni, sia vicino all’implosione. La lotta tra “State” e “Deep State”ha minato le fondamenta democratiche e dello stato di diritto, la corruzione ha raggiunto livelli inimmaginabili e gli interessi personali di alcuni traditori hanno permesso ai loro nemici esterni di insinuarsi nelle stanze del comando. Non credo assolutamente che il Presidente Trump, leader dei patrioti americani, abbia pianificato abilmente il tutto, contando su un ricorso in Corte Suprema da parte di uno Stato federale, per eliminare il potentissimo “deep state” e chi ne tira le fila.

Ci aspettano sicuramente altre sorprese…… 

Fonte: mittdolcino

Nicola Zegrini nasce a Roma nel 1970. Dopo gli studi classici si laurea in Giurisprudenza alla Sapienza di Roma. Appassionato di ogni forma d'arte, suona vari strumenti e compone sin da giovane poesie e canzoni. Avido lettore, si interessa ad argomenti esoterici e nel 2011 pubblica "Lo specchio del pensiero", il suo primo romanzo. Apre anche un blog di attualità, crescita personale e benessere e sia libro che sito riscuotono un discreto successo. Attualmente lavora come responsabile in un albergo nel centro di Roma.

Un commento su “QUALCOSA NON TORNA!!!! brevissime considerazioni sulla stranissima sentenza della Corte Suprema sul ricorso presentato dallo Stato del Texas

  1. adriano tolomio

    Io penso che Trump userà la legge del 2018 contro l’interferenza di potenze straniere…

    "Mi piace"

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