Nuovo Ordine Mondiale

Covid 19 perché? A cosa serve realmente?

di Megas Alexandros

Fin dal primo momento in cui il COVID-19 e’ entrato a far parte delle nostre vite, la domanda che tutti gli uomini di intelletto si sono posti e’ stata: “a cosa, ed a chi serve questa pandemia??”

Questo, perche’ fin dall’inizio i sospetti e le stranezze sulle modalita’ del suo sviluppo e della sua gestione, lo hanno indubbiamente caratterizzato.

Per non parlare dei numeri, che difficilmente sbagliano l’analisi delle realta’. E se vi ricordate, gia’ in un precedente articolo diversi mesi fa, vi avevo gia’ fatto notare come i numeri dicessero che nelle invasive misure adottate per far fronte alla pandemia, non risiedessero gli irrinunciabili motivi della tutela della salute, ma si celasse qualcosa di completamente diverso e nascosto alle masse.

D’altronde come si puo’ giustificare una chiusura totale del paese Italia, con la conseguente totale distruzione del sistema economico e del tessuto sociale, di fronte a 35 mila morti, con eta’ media e mediana di 80/82 anni, di cui il 65% gia’ affetti da tre gravi patologie e di cui il 50% dei decessi avvenuti nella sola regione Lombadia.

Ma il problema non e’ solo italiano, ma mondiale; od almeno di quella parte del mondo che fa riferimento all’occidente.

Tant’e’ vero, se prendiamo ad essempio la nostra cara Europa,  i “lockdown” e tutte le misure restrittive, vengono adottate in ugual misura e con le stesse modalita’ in ogni paese, indipendentemente dalla gravita’ della situazione.

Ditemi voi, se esiste una ragione nell’ambito della logica del proteggere la salute, per la Grecia, che conta un sesto della popolazione italiana e che in rapporto al nostro paese oggi dovrebbe avere 6.200 morti, la quale applica le stesse nostre misure e forse anche piu restrittive dall’inizio della pandemia, contando ad oggi solo 600 decessi per COVID.

Chi vi scrive, fin dal primo momento ha sempre sospettato che il Covid-19 fosse stato ideato per il semplice motivo di portare a termine il piano globalista dell’elite europea per distruggere definitivamente la classe medio-piccola e riportare il vecchio continente ad una sorta di neo-feudalesimo.

Naturalmente per fare questo oltre alle forze contrarie dell’economia avrebbero dovuto affrontare la forza della maggioranza del popolo, che trovatasi improvisamente a vivere in condizioni di quasi di schiavitu’, avrebbe, gioco forza, riempito le piazze per sfogare la sua rabbia.

Per questo, per anestetizzare le masse, si doveva usare la famosa strategia del “maresciallo del Reich” Hermann Goring:


«SE RIUSCITE A IMMAGINARE UN MODO PER IMPAURIRE LE PERSONE, POTETE FARGLI FARE QUELLO CHE VOLETE»


“Ecco, proprio la “paura” era quello che ci voleva, un popolo impaurito di morire a causa di una tremenda pandemia, non si sarebbe preoccupato che a breve sarebbe morto di fame”.


Ma la creazione di un Nuovo Ordine Mondiale, riportando nelle nostre menti sostantivi da incubo, che credevamo ormai confinati nei libri di storia, quali feudalesimo, colonizzazione e schiavitu’, in totale spregio della democrazia e dei dritti dell’uomo ottenuti con il sangue, non e’ un progetto della sola elite europea ma mondiale.

Torna alla mente una intervista datata una decina di anni fa e rilasciata da Jacques Attali, in cui il mentore di Macron sosteneva che una pandemia avrebbe consentito di realizzare il “New World Order”, il Nuovo Ordine Mondiale.

L’élite tende a concentrare i poteri attraverso due meccanismi fondamentali: l’eliminazione delle sovranità nazionali e la cancellazione del ceto medio. La presenza di un ceto medio autonomo produttivo è da ostacolo alla grande uniformizzazione che i fautori della globalizzazione auspicano.

A tutto cio’ ha contribuito in maniera decisiva, anche la rimozione di papa Benedetto XVI e l’avvicendarsi del nuovo Papa gesuita ha affermato anche in Vaticano il tema che coniuga i motivi di un convinto globalismo con i principi caratteristici di un pauperismo di tipo latinoamericano.

Di fronte a tutto questo ed alla chiara intenzione di creare un uomo universale privo di origini, sentimenti, religione, razza e senso della patria, al fine di poter controllarlo meglio; la partita vera che si giochera’ sulla pelle dell’umanita’, non è nemmeno tra vaccino sì e vaccino no, ma tra microchip sì e microchip no. “Se questo grande esperimento sociologico di negazione della verità e di manipolazione dei corpi, oltre che dei cervelli, funzionerà, i confini della distruzione della libertà umana e della verità sono immensi”.

Su questo tema e su dove realmente stiamo andando o meglio vogliono farci andare, ne troviamo conferma da un servizio de “LE IENE” sulla situazione della pandemia a Wuhan e sui metodi usati per fronteggiarla.

Prima di analizzarlo vi consiglio la visione (cliccate sull’immagine):

Mentre in italia e nel resto del mondo stiamo affrontando nuovi “lockdown” con curve dei contagi schizzate alle stelle, il servizio ci mostra chiaramente che a Wuhan in Cina, dove il virus si e’ generato ed e’ partito per infettare il pianeta, oggi i nuovi contagiati giornalieri si contano sulle dita di due mani ed in un paese che conta 1,4 miliardi di persone le terapie intensive contano solamente 4 presenze. La gente e’ tornata alla normalita’ vivendo la stessa vita che viveva prima, come se di fatto la pandemia non esistesse piu’.

Ma come hanno fatto????

E qui arriviamo al “modello Wuhan”, cosi si chiama il modello usato in Cina per sconfiggere la pandemia. Un modello caldeggiato dall’OMS, che si basa sulla strategia delle “3 T” (notasi l’assonanza con il termine “5 G”): TESTARE – TRACCIARE – TRATTARE.

Tanto per cominciare in Cina la quantita’ di test effettuati e’ stata fin da subito enormemente piu’ grande rispetto a quelli effettuati in Italia. Ma la differenza l’ha fatta la capacita’ di intervenire con procedure estreme quando si scopre un infetto. Con strutture in grado di effettuare tamponi in poche ore a milioni di persone appartenenti alla regione dove si registrano i vari focolai, come l’equivalente della Lombardia.

Ma non e’ tutto, oltre ai tamponi, e’ fondamentale la seconda “T” (TRACCIARE); vale a dire, e qui arriviamo al punto, effettuare un tracciamento massiccio della popolazione grazie ai “BIG DATA”, raccolti tramite due “app”quale WeChat (l’equivalente dei nostri whatsapp, facebook, ecc.) e la forma di pagamento “Alipay”, che insieme hanno piu’ di un miliardo di utenti e condividono in tempo reale la posizione di ognuno. Questi dati vengono poi incrociati con dichiarazioni spontanee dei cittadini ed altri dati ottenuti dai sistemi di screaning basati sul riconoscimento facciale, che permettono di identificare dove si trovasse realmente una persona. Cosi’ chi entra in contatto con un positivo, e’ messo immediatamente in isolamento e sottoposto a tampone, lo stesso avviene con tutti i suoi contatti, anche nei casi in cui il contagio e’ molto improbabile.

Come vedete un sistema molto invasivo della privacy, ma in Cina c’e’ molta meno attenzione per la tutela dei propri dati personali ed il “controllo sociale”e’ molto forte. Il governo infatti, da anni sviluppa sistemi di sorveglianza, che sono in grado di riconoscere una persona che si ferma al semaforo rosso o attraversa la strada, come e’ avvenuto nell’antica citta’ di Kashar, che e’ diventata un laboratorio a cielo aperto, dove migliaia di telecamere osservano ogni cosa e periodicamente le autorita’ raccolgono campioni di sangue, impronte, registrazioni vocali e body-scan della popolazione.

Il servizio dopo una reale testimonianza di un cinese coperto in volto, che ci fa chiaramente capire come ognuno segue alla lettera le disposizioni per paura della gravi conseguenze in cui incorrerebbero nel non seguirle, ci fa vedere le immagini, di come, chi le viola, viene addirittura, brutalmente ammanettato fuori dalla propria abitazione od incarcerato dentro casa con tanto di sigilli apposti alla porta.


Ormai e’ chiaro ti propongono di scambiare la paura di morire per la pandemia con la perdita’ totale della tua privacy, applicandoti le misure piu’ invasive possibile e marchiandoti per sempre a vita:

“IL MARCHIO DELLA BESTIA”

“Le strade per l’inferno sono sempre lastricate di buone intenzioni sosteneva Karl Marx”, ed aveva ragione, perche’ il diavolo propone e ti fa apparire i suoi tranelli sempre come cose buone.

Il rischio di passare per i soliti complottisti sarebbe grande, se non ne parlasse chiaramente anche Monsignor Carlo Maria Vigano nella sua ultima lettera indirizzata personalmente al Presidente Donald Trump, eccone alcuni passsaggi:

“Un piano globale, denominato Great Reset, è in via di realizzazione”.

“Ne è artefice un’élite che vuole sottomettere l’umanità intera, imponendo misure coercitive con cui limitare drasticamente le libertà delle persone e dei popoli. In alcune nazioni questo progetto è già stato approvato e finanziato; in altre è ancora in uno stadio iniziale”.

“Scopo del Great Reset è l’imposizione di una dittatura sanitaria finalizzata all’imposizione di misure liberticide, nascoste dietro allettanti promesse di assicurare un reddito universale e di cancellare il debito dei singoli”.

“Prezzo di queste concessioni del Fondo Monetario Internazionale dovrebbe essere la rinuncia alla proprietà privata e l’adesione ad un programma di vaccinazione Covid-19 e Covid-21 promosso da Bill Gates con la collaborazione dei principali gruppi farmaceutici”.

“Aldilà degli enormi interessi economici che muovono i promotori del Great Reset, l’imposizione della vaccinazione si accompagnerà all’obbligo di un passaporto sanitario e di un ID digitale, con il conseguente tracciamento dei contatti di tutta la popolazione mondiale”.

“Chi non accetterà di sottoporsi a queste misure verrà confinato in campi di detenzione o agli arresti domiciliari, e gli verranno confiscati tutti i beni”.

Si spinge fino a sostenere:

“Signor Presidente, immagino che questa notizia Le sia già nota: in alcuni Paesi il Great Reset dovrebbe essere attivato tra la fine di quest’anno e il primo trimestre del 2021″.

e poi un messaggio di speranza per chi crede ancora nella forza dell’umanita’:

“L’avversario non sa amare, e non comprende che non basta assicurare un reddito universale o cancellare i mutui per soggiogare le masse e convincerle a farsi marchiare come capi di bestiame”.


In tal senso vanno anche le sempre apprezzate parole del Professore Alessandro Meluzzi, che si chiede se dietro tutto questo ci sia soltanto la voglia di vendere un vaccino inutile o qualcosa di più.

Per lo psichiatra ci potrebbe essere il bisogno, da parte dell’élite, di ottenere il controllo totale e definitivo su miliardi di persone.

Un élite che secondo Meluzzi è anch’essa degenerata: se deve scegliere come front man, come guru, come messia un vecchio nerd masturbatore come Bill Gates”

Il professore suggerisce anche, di leggere l’Apocalisse: “Parla del trionfo dell’abominio e noi ci stiamo avvicinando. Quello del 666, del segno della Bestia che gli esseri umani dovranno impiantarsi sotto pelle e senza il quale non si potrà né comprare né vendere e quindi vivere”.

Sempre il professor Meluzzi, descrive il “Great Reset” come un grande reset che dovra’ essere applicato a livello planetario perché i popoli cessino di essere liberi, perché tutti si impiantino un microchip, perché ci sia una valuta virtuale, una sorta di bitcoin planetario a debito che ci riduca peggio dei cinesi, governati da terroristi islamici e controllati da una psico-polizia, è inquietante. 

Ecco, dopo tutte queste evidenze che ci fanno tremare per il nostro presente e per il futuro dei nostri figli, con l’approssimarsi del giorno 8 Dicembre, Festa della Madonna, non ci rimane che stringerci in preghiera come indicatoci dal Monsignor Carlo Maria Vigano, affinche’ la Vergine Maria vegli sulla Chiesa, sul suo popolo, sui nostri corpi, sulla nostra salute e sulla nostra libertà.

Nicola Zegrini nasce a Roma nel 1970. Dopo gli studi classici si laurea in Giurisprudenza alla Sapienza di Roma. Appassionato di ogni forma d'arte, suona vari strumenti e compone sin da giovane poesie e canzoni. Avido lettore, si interessa ad argomenti esoterici e nel 2011 pubblica "Lo specchio del pensiero", il suo primo romanzo. Apre anche un blog di attualità, crescita personale e benessere e sia libro che sito riscuotono un discreto successo. Attualmente lavora come responsabile in un albergo nel centro di Roma.

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