Opinioni

Da Conte solo contraddizioni: ecco le domande a cui non sa rispondere

Perché chiudere palestre e piscine se rispettano le norme imposte dal governo? Perché lasciare a casa i liceali se i focolai nelle classi sono solo il 3,5%? Perché punire i ristoranti dove il distanziamento è garantito e lasciar circolare metro stipate?

Andrea Indini

Tre Dpcm nel giro di nemmeno due settimane. Massimo Cacciari lo ha definito un “delirio normativo”. Il risultato è un’infilata di contraddizioni senza alcun senso che spiazzano il Paese e finiscono per penalizzarlo pesantemente a livello economico e sociale. 

A leggere l’ultima lenzuolata di restrizioni firmata dal premier Giuseppe Contenon possono, infatti, sfuggire incongruenze e incoerenze disarmanti. Per esempio: perché sono state chiuse le palestre e le piscine dopo che solo pochi giorni fa gli era stato chiesto di mettersi a norma per poter continuare l’attività e loro lo avevano fatto mettendo mano, per l’ennesima volta, al portafoglio? Perché i cinema e i teatri, che comunque hanno sempre rispettato il distanziamento imposto dal Cts, sono considerati luoghi pericolosi mentre i vagoni delle metropolitane stipati all’inverosimile no? Perché un ristorante è ritenuto un posto sicuro in pausa pranzo mentre non lo è a cena? E ancora: perché un ragazzino di terza media può sedere al banco, mentre un quattordicenne di quarta ginnasio si deve sorbire la didattica a distanza?

“Io ho sempre pensato che laddove c’è un protocollo e dove il protocollo viene rispettato con rigore e severità il rischio contagio è sicuramente molto basso”. Quello che dovrebbe essere un’ovvietà, oggi è importante sottolinearlo con maggiore vigore. Per questo le dichiarazioni dal viceministro per la Salute, Pierpaolo Sileri, risultano ancora più importanti a fronte di un governo che giorno per giorno sta chiudendo il Paese in un altro devastante lockdown. “Su queste misure io non ero pienamente d’accordo – ha ammesso ad Agorà – non sono, a dire il vero, pienamente d’accordo”. Il punto è che la maggior parte delle scelte prese dall’esecutivo sembrano non aver alcuna evidenza scientifica. Prendiamo la scuola, per esempio. A lungo il ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina ha assicurato che il virus non si propaga nelle classi. “Nelle scuole – ha giustamente rassicurato – i focolai vanno dal 3,5% al 3,8%”. Eppure ecco i liceali sono stati di fatto messi in quarantena. Torna così l’incubo della dad, la ditattica a distanza.

Che dire, poi, dei quattro commensali che potranno sedersi al tavolo di unristorante? Perché quattro? Difficile a dirsi. Avevamo provato a dare una spiegazione al “sei” usato per inquadrare il numero massimo di persone per una cena in casa e non ci eravamo riusciti. Persino il Comitato tecnico scientifico alla fine aveva dovuto ammettere che non c’era alcuna evidenza scientifica. Anche perché, all’interno dello stesso decreto, veniva garantita la possibilità di avere trenta invitati alle cerimonie e ai ricevimenti. Forse perché qui la situazione è maggiormente sotto controllo? Ma non la considerano tale a cena in un ristorante dove non c’è alcuna interazione tra i vari tavoli. E che dire dei teatri e dei cinema? Non c’è stato alcun focolaio degno di nota, eppure la scelta è stata inesorabile. “Perché, invece, le messe sono autorizzate?”, si è chiesto l’ex ministro ai Beni culturali Walter Veltroni.

Leggendo gli ultimi Dpcm appare molto chiaro che il governo stia cercando di tutelarsi restringendo genericamente le libertà degli italiani anziché prendersi la responsabilità di interventi mirati ed efficaci a contrastare la diffusione del contagio. Pur essendo infatti ormai chiaro che la fascia debole è quella degli ultrasettantenni (l’età media dei decessi è salita a 82 anni e il 62,9% dei morti presenta tre o più patologie), viene da chiedersi per quale motivo Conte non si sia prodigato per proteggere gli anziani piuttosto che chiudere in casa i più giovani. È vero che il coronavirus circola diffusamente anche tra questi ultimi, ma è anche vero che ci troviamo a che fare molto spesso con asintomatici o paucisintomatici. Per questo il governatore della Liguria Giovanni Toti ha ipotizzato una separazione della popolazione su base anagrafica. “Sarebbero più utili misure per proteggere o lasciare a casa le persone più fragili, gli anziani e chi convive con varie patologie”, ha spiegato in una intervista alla Stampa. La proposta è ovviamente caduta nel vuoto: l’esecutivo ha, infatti, preferito le maniere forti.

Il risultato dell’ultima stretta è un lockdown mascherato che andrà a indebolire ulteriormente la nostra economia. Per ristoranti, bar, pizzerie ed enoteche la chiusura alle 18 è una vera e propria mazzata, soprattutto dopo gli investimenti fatti negli ultimi mesi per adeguarsi alle restrizioni imposte dal governo. Quando gli è stato chiesto che venissero distanziati i tavoli per garantire il metro di distanza tra un cliente e l’altro, sono corsi ad adeguarsi. Quando gli hanno imposto una continua igienizzazione dei locali, non hanno battuto ciglio. Hanno persino piazzato gel in ogni angolo e differenziato porte di entrate e porte di uscita con tanto di linee a terra per evitare il benché minimo contato fortuito. Quando gli è stato proposto di aumentare i tavoli all’aperto, hanno acquistato i fughi per il riscaldamento da esterno. Ma non è bastato. E così è calata su di loro la mannaia. Con la beffa: possono servire a colazione e a pranzo ma un minuto prima che inizi l’aperitivo giù le serrande. Eh sì che solo qualche giorno fa i tecnici ci avevano garantito che un coprifuoco alle 23 era quel che bastava per contenere i contagi. Tutte congetture. Perché a corredo dei vari Dpcm non vengono mai allegati studi scientifici che supportino le misure prese.

Il grande assente è sempre e comunque il trasporto pubblico. Nelle grandi città i treni, le metropolitane e gli autobus vengono quatidianamente presi d’assalto da chi deve andare al lavoro e non può permettersi il lusso dello smart working. Non solo la capienza è stata alzata all’80%, ma non è stato nemmeno incrementato il numero delle corse né sono stati eliminati i balzelli, come l’Area C, che devono essere pagati per entrare nel centro storico. E che dire dei vigili? Sono in giro a dare multe. Scoraggiato il viaggio in automobile, i lavoratori si riversano tutti sui mezzi pubblici. Sebbene non ci sia uno solo a muoversi senza la mascherina, il governo crede davvero che una metropolitana strapiena sia meno rischiosa di un ristorante i cui tavoli sono ben distanziati o di un campetto da calcio dove alcuni ragazzini tirano quattro calci al pallone e si allenano per la partita della domenica? Forse, anziché spaccare il capello in quattro per capire chi fa jogging e chi cammina o sprecare carta per spiegare cos’è “attività motoria” o cosa non lo è, qualcuno a Palazzo Chigi dovrebbe concertarsi maggiormente su interventi che contengano davvero il virus senza farci morire di fame.

Fonte: ilGiornale

Nicola Zegrini nasce a Roma nel 1970. Dopo gli studi classici si laurea in Giurisprudenza alla Sapienza di Roma. Appassionato di ogni forma d'arte, suona vari strumenti e compone sin da giovane poesie e canzoni. Avido lettore, si interessa ad argomenti esoterici e nel 2011 pubblica "Lo specchio del pensiero", il suo primo romanzo. Apre anche un blog di attualità, crescita personale e benessere e sia libro che sito riscuotono un discreto successo. Attualmente lavora come responsabile in un albergo nel centro di Roma.

Un commento su “Da Conte solo contraddizioni: ecco le domande a cui non sa rispondere

  1. Maria Soldani

    Occorre immediatamente fare ricorso al Tribunale dell’Aja per la contravvenzione massiccia ed odiosa di una marea di diritti fondamentali del popolo italiano, tra cui, inserire, (questo punto è inoppugnabile) , il gravissimo capo d’accusa di democidio.
    Le varie categorie dei commercianti si domandano, basite, in preda a comprensibile confusione ed idignazione , il perché di tante incongruenze e contraddizioni amministrative e di tanto fervido, ormai lampante, accanimento verso il tessuto produttivo della società italiana… Ma non comprendendo che, dietro a tutto ciò, si nasconde, perfida, guatante da secoli, attualmente sempre più incombente e spregiudicata , a discapito del comune senso del vivere, la longa manu delle élite finanziarie?
    Esse vogliono, scriviamolo qui senza mezzi termini , prendere definitivamente, ad ogni costo, il controllo delle nostre vite, delle masse, già stordite e disorientate da questo surplus inaudito, intermittente, di indottrinamento e coercizione delle libertà individuali, implementando in maniera via via più esponenziale (perciò sempre più disinibita) , un progetto che francamente nulla ha di umano, mancando( è sotto gli occhi di tutti, ma non tutti vogliono vederlo)
    di alcuna remora etica disponibile nel pensiero umano : il disegno satanico è contenuto tutto nell’Agenda chiamata Grande Reset Globale…
    Da attuarsi, possibilmente, contro ogni prospettiva di vita , sia essa naturale, umana, spirituale e persino razionale e logica , ovvero, in altri termini, soggiogando completamente ogni aspetto vitale ed aspettativa sociale del genere umano, punto di arrivo nevralgico del famigerato Nuovo Ordine Mondiale?
    Ignorare tutto ciò, fingere che sia soltanto la trama impresentabile e sgradevole di un film di genere futurista/distopico, genera soltanto immobilismo e passività senza uscita e, aggiungerei, persino “mostri” di indicibile ed incomprensibile ingenuità e masochismo .. Occorre un Risveglio via via crescente delle Coscienze… Credere supinamente alla narrativa negativa che ci viene continuamente propinata, imbellettata di buoni propositi e false illusioni (la salute pubblica, l’emergenza sanitaria, la sicurezza domestica, ecc), dai media mainstream, evitando di porsi dubbi di sorta , convincersi in altri termini che siamo vittime inconsapevoli di stravaganti capricci, partoriti da un governo malsano e privo di identità e coerenza , crederci schiavi di un ineluttabile disegno, contro cui reagire o con l’immobilismo e la rassegnazione, o, al contrario, abbandonandosi a proteste sterili, per quanto vibranti ed infuocate, non servirà a nulla…. Bisogna scendere in campo in modo diverso, costruttivo, mettendosi in gioco, impegnarsi in politica, fondare nuovi partiti od altrimenti aderire a nuovi soggetti politici, in grado di trasmettere fiducia nella politica, unità di intenti, e forza sia psicologica/individuale che di gruppo…. Condividiamo e poniamo in atto, anziché fisiologiche ribellioni, oltretutto violente e inefficaci (seppure umanamente comprensibili), un modello diverso di fare la fattibile e fattiva “rivoluzione”…
    Unico obiettivo a cui puntare : essere noi stessi, con le nostre azioni politiche, di aggregazione e condivisione d’intenti, un esempio per gli altri…. Mi sembra, osservando queste reazioni istintive ed inconsulte della gente, che questa coscienza collettiva, da innescare attraverso la nostra sana intelligenza e forza interiore(le sole leve indispensabili a farci uscire dal muro dell’Inedia passiva), come pure la semplice volontà consapevole, mirata a mettere in campo progetti ed azioni pragmatiche e strategiche, in fatto di reazioni dissidenti, mi sembra, in sintesi, che la capacità di essere proattivi , individuando pacifiche ed efficaci strategie di protesta, sia lontana o vaga, e che abbia bisogno di teste pensanti, altamente perspicaci e lungimiranti, capaci di catalizzare in definitiva l’intero processo di Risveglio e Riscatto…..
    Italia, svegliati or dunque, dalla tua grigia, sonnolenta letargia cerebrale, non fidarti più della narrativa distopica dei media, apriti ad orizzonti più ampi, a prospettive più estese e positive di esistenza , non unicamente all’istinto primario di autoconservazione….!

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