Geopolitica

Chi ha paura di una Brexit No-Deal?

La vicenda di Hunter Biden è un “contro-colpo di stato” dei Servizi Segreti statunitensi, che si riposizionano in vista della vittoria di Donald Trump ?

Tom Luongo per Gold Goats ‘n Guns

Per rispondere alla domanda del titolo … certamente non Boris Johnson. Se c’è una cosa che aveva in mente fin dall’inizio era proprio questo.

L’ultima notizia è che Boris ha abbandonato i colloqui ma lasciando la porta aperta, avendo messo sul tavolo la sua offerta finale per l’UE.

***

… il portavoce di Johnson ha detto che i colloqui sono terminati e che non ha alcun senso che il negoziatore-capo dell’UE, Michel Barnier, vada a Londra la prossima settimana senza un avvicinamento delle posizioni:

“”La trattativa è finita: l’UE vi ha posto termine dicendo di non voler cambiare la sua posizione negoziale””.

La “politica del rischio calcolato portata avanti da Johnson — successiva alla richiesta dell’UE per ulteriori concessioni — potrebbe spingere la Brexit verso un’uscita disordinata.

Ma BJ ha comunque lasciato aperta la possibilità che l’UE possa ripensarci e offrire alla Gran Bretagna un accordo migliore:

“”A meno che non ci sia un fondamentale cambiamento, opteremo per la soluzione australiana. E lo faremo con grande fiducia””.

***

La soluzione australiana si basa sul No-Deal e sui termini del WTO (Organizzazione Mondiale per il Commercio).

L’ultimo ostacolo a un accordo sulla Brexit è l’insistenza di Emmanuel Macron perché la Francia continui  a saccheggiare le risorse ittiche del Regno Unito.

A dirla tutta, questa è la scusa più patetica che potesse inventarsi per non accettare l’accordo.

D’altra parte, da quando Johnson ha distrutto il più grande problema politico dell’UE (il confine nord irlandese) con la semplice riaffermazione della sovranità parlamentare del Regno Unito, su cos’altro avrebbe potuto impuntarsi?

A quanto pare, tutto quello che ha in mano è una grande “bolla di sapone”, senza alcuna importanza.

Tutto questo mi riporta alla fine dell’anno scorso, quando mi posi la domanda: “Johnson e Macron, in ottobre, hanno negoziato una Hard Brexit?”.

Molto probabile, ed ecco i motivi per cui l’hanno fatto.

***

La chiave per capire cosa stia succedendo è la sempre mutevole dinamica tra Francia, Germania e Regno Unito in relazione al loro rapporto con gli Stati Uniti.

Macron sta spingendo per togliere alla Germania il ruolo di “guida de facto” dell’UE. Vuole più integrazione a tutti i livelli ma, soprattutto, a quello fiscale.

Macron ha ben compreso che l’euro è insostenibile soprattutto per la mancanza d’integrazione fiscale.

Perché l’euro possa sopravvivere devono succedere almeno tre cose importanti:

1. La creazione di un’unica entità in grado di emettere e ritirare il debito sovrano dell’Eurozona. La BCE e le Autorità Fiscali dell’UE devono avere un rapporto simile a quello della Federal Reserve e del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti.

2. L’euro deve indebolirsi notevolmente per togliere la garrota posta al collo di paesi come la Spagna, il Portogallo, l’Italia, la Grecia e la stessa Francia.

3. Gran parte del debito sovrano dev’essere convertito in Eurobond, eliminando gran parte dello stock del debito dalle passività di Stati membri come l’Italia, la Spagna e altri ancora. La BCE può mettersi alla guida del processo con il suo bilancio pari a 3.000 miliardi di dollari.

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Queste dinamiche sono ancora oggi sul tavolo e siamo più vicini che mai al “Great Reset” che trasformerà il panorama politico ed economico europeo.

L’impuntatura di Macron sui “diritti” di pesca, bè … puzza come il pesce andato a male.

Tutto quello di cui aveva bisogno era che Johnson sopravvivesse ai molteplici tentativi degli eurocrati di far fuori lui o il suo governo.

Allo stesso tempo, BJ non avrebbe mai potuto dire di preferire il No-Deal, che è la soluzione migliore per il Regno Unito, altrimenti avrebbe dato il via a una vera e propria battaglia politica.

È tutto il contrario di quello che capitava sotto Theresa May, che continuava a dire di volere la Brexit, negoziando al contempo per evitare che questo accadesse.

Johnson, invece, ha detto di volere un accordo con l’UE, ma in realtà non lo vuole affatto.

L’orribile situazione economica e fiscale della Francia, d’altro canto, consentono al Presidente francese la flessibilità necessaria per darci dentro un po’ da pazzi.

Quindi, secondo quest’analisi, Macron non ha alcun timore di una Brexit No-Deal.

Allora, chi è che ce l’ha? Bè, la Germania.

Il suo surplus commerciale con il Regno Unito è sempre stato il tallone d’Achille dell’UE nelle trattative sulla Brexit.

L’industria tedesca, tagliata fuori dai mercati russi dalle bizzarrie della Merkel volte a tener tranquilli gli Stati Uniti, lo sarà anche dal Regno Unito, una volta che i dazi saliranno e che Trump vincerà le Elezioni.

Questo è un disastro assoluto per la Germania e la Merkel lo sa.

Cerca di reinserirsi nel negoziato per recuperare almeno qualcosa agli occhi della base del CDU, ma Macron continua a spostare i pali della porta.

Ho la sensazione che con il draconiano isolamento della popolazione stia preparandosi al peggio, sapendo che i disordini aumenteranno drammaticamente per la distruzione dell’economia tedesca da lei presieduta.

Visto che non si candiderà per le Elezioni Generali dell’anno prossimo, deve fare tutto il possibile per consegnare ai padroni della “Davos Crowd” una Germania debole, divisa, blindata in casa e tradita, come le è stato ordinato di fare.

E’ molto simile a quello che i Democratici stanno cercando di fare qui, negli Stati Uniti, e che i Laburisti sono riusciti a fare solo in parte nel Regno Unito.

La Merkel ha avuto molto più successo di Nancy Pelosi e dei Democratici.

Da settimane i mercati hanno cominciato ad annusare questo risultato.

Il rafforzamento del dollaro e il mancato crollo delle obbligazioni statunitensi della scorsa settimana sono stati il segnale che il “denaro intelligente” sta cominciando a lasciare l’Europa.

La minaccia di una Brexit No-Deal sta diventando reale e allora … lo sapete chi altro ha paura di una Brexit No-Deal? La BCE.

L’euro ha raggiunto un massimo qualche settimana fa e, dopo un crollo e un fallito rimbalzo, tiene duro sul livello attuale.

La BCE deve sostenere l’euro per tenere sotto controllo i mercati europei del debito sovrano.

Ma è come voler trattenere la marea.

Per la BCE, Johnson che tiene la porta aperta a ulteriori colloqui è solo un modo per guadagnare tempo, una sorta di foglia di fico, ma gli ignoranti che si occupano della Brexit probabilmente non l’hanno capito.

E’ questo a spingere i soldi verso i Titoli statunitensi, con i mercati che stanno giustamente prendendo atto delle notevoli possibilità di rielezione di Trump. 

Dimenticate i titoli dei giornali e i sondaggi.

Le prime votazioni per posta e le prime elaborazioni dei dati negli stati-in-bilico danno tutti Trump molto più avanti rispetto a dove si trovava nel 2016.

Biden, da parte sua, è diventato una macchina per la produzione di scandali e gaffe.

E’ chiaro che sta succedendo qualcosa nelle viscere della burocrazia statunitense.

Qualcuno si sta ribellando alla distruzione degli Stati Uniti pianificata da Obama e dai Democratici nel post elezioni.

Più queste persone spingono per il “Great Reset”, più i patrioti all’interno del governo sono disposti a rischiare in prima persona per mettere fine a questo lento “colpo di stato”.

Pensate davvero che Hunter Biden abbia lasciato volontariamente un PC pieno di prove incriminanti in un’officina di riparazioni del Delaware? 

Davvero?

O pensate sia più plausibile che sia una storia per “coprire” un “contro-colpo di stato” all’interno dei Servizi Segreti e/o delle Forze d’Ordine?

La posta in gioco è alta per tutti.

Le elezioni stanno diventando un’aberrazione che sta facendo precipitare dozzine di narrazioni e di agende in un unico grande “orizzonte degli eventi”.

Il risultato cambierà il mondo a prescindere da chi vincerà.

Anche l’esito positivo della Brexit è in bilico e l’unica speranza rimasta a Bruxelles è che Trump perda, minando la posizione negoziale di Johnson.

Le correnti incrociate tra euro, dollaro, oro, bitcoin e azioni statunitensi mi indicano che sia in corso un spostamento verso gli Stati Uniti, nel presupposto di una vittoria di Trump.

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Link Originale: https://tomluongo.me/2020/10/16/market-friday-whos-afraid-of-a-no-deal-brexit/

Scelto e tradotto da Franco per: mittdolcino

Nicola Zegrini nasce a Roma nel 1970. Dopo gli studi classici si laurea in Giurisprudenza alla Sapienza di Roma. Appassionato di ogni forma d'arte, suona vari strumenti e compone sin da giovane poesie e canzoni. Avido lettore, si interessa ad argomenti esoterici e nel 2011 pubblica "Lo specchio del pensiero", il suo primo romanzo. Apre anche un blog di attualità, crescita personale e benessere e sia libro che sito riscuotono un discreto successo. Attualmente lavora come responsabile in un albergo nel centro di Roma.

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