Psicologia

Senza amici si può vivere?

Davvero si può vivere senza amici? Questo aspetto può avere conseguenze sulla nostra salute psicologica? Oggigiorno sono molte le persone che trascorrono le proprie giornate senza un contatto, una parola di conforto e l’amicizia di qualcuno. Ne parliamo in questo spazio

Si può vivere senza amici? Probabilmente a questa domanda molti di noi potrebbero rispondere “Certo che si può! Io lo faccio, non ho amici eppure sono vivo”. Di sicuro nessuno resta senza ossigeno per mancanza di legami sociali, non si ferma il cuore né ci dissolviamo nel vento per questo. Ma come si vive senza amici? Si prova uno stato di benessere oppure ogni tanto ci si sente attanagliati da un pizzico di vuoto?

In effetti, nessuno è mai morto perché non aveva neppure un amico, ma molto spesso si vive questa esperienza con tristezza, delusione e sconforto. Basta considerare che uno dei motivi più frequenti per cui la gente ricorre alla terapia è proprio la solitudine, l’incapacità di instaurare solidi legami sociali e non avere qualcuno con cui parlare, ridere e condividere le gioie della vita.

Gli umani sono esseri sociali e il loro cervello ha bisogno di interazioni di qualità con i propri simili, persone con le quali vivere emozioni positive, da cui sentirsi apprezzati e in cui trovare rifugio. Come segnala la psicologia evolutiva, avere amici non è indispensabile per la nostra sopravvivenza, ma rende la vita migliore e ci dà la possibilità di vivere, di tanto in tanto, attimi di felicità.

Amiche insieme che fanno un selfie.

Si può vivere senza amici?

Si dice spesso che la qualità delle nostre relazioni sociali si nutra delle esperienze vissute in famiglia. Non è proprio così. C’è chi ha un passato traumatico a causa di genitori violenti o mancanza di affetto, ma ciononostante ha una famiglia vera grazie agli amici. A volte, d’altronde, succede l’opposto: avere una famiglia affettuosa non è garanzia di solide amicizie.

Al di là di ciò, nessuno può negare che i buoni amici colorino la vita. Incontri casuali che, a differenza della famiglia, non ci vengono dati. E quasi senza sapere come, gli amici si trasformano in complici, in tesori inaspettati che viaggiano con noi in determinati periodi o, a volte, per sempre.

Ci sono amici che vanno e vengono, è vero. Ci sono amicizie finte e amicizie che ci rendono persone migliori. Eppure c’è chi, perché privo di abilità sociali o perché rimasto deluso in passato, trascorre la propria vita senza queste figure. La domanda che sorge spontanea è quindi: si può vivere senza amici?

Si può vivere senza amici, perché ci troviamo in una società sempre più individualista

Certo, si può vivere senza amici. In effetti, uno studio di ricerca condotto presso l’Università dell’Arizona dalle dottoresse Melika Demir e Ingrid Davidson ha dimostrato un aspetto interessante. Si è scoperto che l’amicizia è una delle varianti che consentono di sperimentare la felicità; non si tratta, tuttavia, dell’elemento ritenuto più importante dalle persone.

L’aspetto decisivo è la soddisfazione dei bisogni più elementari, oltre alla sensazione di essere capaci. Sentirci indipendenti, riuscire a soddisfare le nostre esigenze più basilari, come l’alimentazione, avere un lavoro, una casa e persino un partner sono bisogni più forti. Si aggiunge poi un altro aspetto, ovvero quello dei rapporti liquidi.

Come direbbe il filosofo e sociologo Zygmunt Bauman, la società è sempre più individualista. Questo rende i rapporti più fragili, poco affidabili e persino sfuggenti. Gli amici vanno e vengono, poche volte durano e anche se questo potrebbe scatenare il distacco, c’è chi vi si abitua.

Non ho bisogno di amici, perché interagisco con molte persone

Le persone hanno bisogno di avere accesso all’interazione sociale tutti i giorni, almeno nella sua forma più elementare. Parlare con i colleghi di lavoro, intrattenere una conversazione con i vicini, con il panettiere di fiducia… Sono attimi che ci fanno stare bene, a tal punto che molte persone non hanno bisogno di andare oltre. Vale a dire che non vogliono o non hanno intenzione di consolidare i legami in modo che diventino vere e proprie amicizie.

Questa interazione superficiale è sufficiente per queste persone, che potrebbero affermare con certezza che in effetti si può vivere senza amici.

Uomo da solo seduto a terra.

Quanto costa non poter contare su solide amicizie?

Ormai abbiamo constatato che si può vivere senza amici. Molte persone non godono di questi legami per un motivo o per un altro e va bene così, trascorrono i loro giorni. Ma questo aspetto ha forse un costo psicologico?

Di sicuro ognuno di noi è un mondo a sé e c’è chi si accontenta dei rapporti con i propri familiari e di quello con il proprio partner. Altri potrebbero persino sentirsi soddisfatti nella propria solitudine. Eppure non è normale né consigliabile.

C’è un altro dato di cui dovremmo tenere conto: i suicidi sono sempre più comuni in questa società individualista e fatta di rapporti fragili. Non avere degli amici, di per sé non ci uccide di certo, ma rende la vita più difficile.

Le persone hanno bisogno di amici veri, figure in cui riporre la propria fiducia per creare spazi che le nutrano dal punti di vista emotivo. L’amicizia arricchisce l’esistenza, le dona un senso e offre un supporto che così fortemente si riflette sulla salute mentale.

L’assenza di questa dimensione crea vuoti e ferite in cui navigano la mancanza di affetto e la solitudine, che si attaccano a noi in modo doloroso e deformano la nostra realtà. Non priviamoci degli affetti, cerchiamo persone con cui condividere passioni e momenti, crescere, ridere… I benefici sono immensi.

L’amicizia non è eterna

Fonte: lamenteemeravigliosa

Nicola Zegrini nasce a Roma nel 1970. Dopo gli studi classici si laurea in Giurisprudenza alla Sapienza di Roma. Appassionato di ogni forma d'arte, suona vari strumenti e compone sin da giovane poesie e canzoni. Avido lettore, si interessa ad argomenti esoterici e nel 2011 pubblica "Lo specchio del pensiero", il suo primo romanzo. Apre anche un blog di attualità, crescita personale e benessere e sia libro che sito riscuotono un discreto successo. Attualmente lavora come responsabile in un albergo nel centro di Roma.

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