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Palamara rimosso dalla magistratura: «Pago solo io, ma presto racconterò la verità»

La sentenza del Csm: l’ex presidente dell’Anm radiato dalla magistratura. «Da oggi parte la mia battaglia con il Partito Radicale per una giustizia giusta»

«Pago io per tutti». Luca Palamara non è più un magistrato, rimosso da quel Csm di cui è stato parte e nel cui seno si sarebbe reso «infaticabile organizzatore, sceneggiatore e regista della strategia» per arrivare alle nomine ai vertici delle Procure di Roma e Perugia, secondo l’avvocato generale della Cassazione Piero Gaeta. La polvere è stata nascosta sotto il tappeto: il sistema, con la sua condanna, sarebbe stato distrutto. Perché un sistema, per il Csm, non esiste. Ma per l’ex presidente dell’Anm la partita non è chiusa: dicendosi non disposto a vestire il ruolo della vittima, annuncia di voler accogliere l’invito del Partito Radicale – che lo ha ospitato per la conferenza stampa con la quale ha commentato la sentenza pronunciata dai colleghi – per la creazione di una Commissione d’inchiesta in grado di fare luce sul mondo della magistratura. Dove a ragionare su nomine e logiche correntizie, spiega, non sarebbe stato solo lui. «Sarò in grado di fare i nomi delle persone con cui ho parlato di nomine, anche dei politici, non solo Lotti, non solo quelli del Pd», spiega. Con occhi segnati e voce pacata, Palamara annuncia ricorso. Prima alle Sezioni Unite della Cassazione, poi, se necessario, alla Cedu. Ma il processo alla magistratura, intanto, si sposta fuori dalle aule. «La mia nuova esperienza mi ha fatto maturare idee nuove e diverse, che prima non avevo», dice parlando di separazione delle carriere, tema sul quale nella sua vita da magistrato era orientato su un secco “no”. «Prima avevo una visuale dei problemi della magistratura, la visuale di chi esercita il terribile potere di giudicare, che spesso travolge fatti, persone e situazioni», sottolinea. La prospettiva ora è diversa, al punto da abbracciare le battaglie del Partito Radicale, contro il quale prima stava dall’altra parte della barricata: «Riflettiamo sul perché un fascicolo va avanti e un altro no», aggiunge parlando con i giornalisti. Non fa nomi – promettendo di farli a tempo debito -, ma descrive un sistema che «ha tagliato fuori coloro che non facevano parte». Un fatto «oggettivo», quello del mercato delle nomine, «piaccia o non piaccia», di cui lui non sarebbe stato l’unico protagonista.

Fonte: ildubbio

Nicola Zegrini nasce a Roma nel 1970. Dopo gli studi classici si laurea in Giurisprudenza alla Sapienza di Roma. Appassionato di ogni forma d'arte, suona vari strumenti e compone sin da giovane poesie e canzoni. Avido lettore, si interessa ad argomenti esoterici e nel 2011 pubblica "Lo specchio del pensiero", il suo primo romanzo. Apre anche un blog di attualità, crescita personale e benessere e sia libro che sito riscuotono un discreto successo. Attualmente lavora come responsabile in un albergo nel centro di Roma.

2 commenti su “Palamara rimosso dalla magistratura: «Pago solo io, ma presto racconterò la verità»

  1. “La mia nuova esperienza mi ha fatto maturare idee nuove e diverse, che prima non avevo” Certo come no. Parli del rapporto tra lui, il PD e il giglio ‘magico’ ovvero i poteri massonici che decidevano a tavolino le sorti di altre persone. Parli del ruolo di Mattarella in questo momento. Parli di Renzi e Nardella.

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  2. Incredibile come il pensiero, l’attitudine e l’azione di una persona cambi quando rovinosamente si passa dalle stelle alle stalle…..”il potere logora chi non ce l’ha” ed io aggiungerei “…o chi l’ha perso”.
    12 anni sono passati da quando Cossiga gli ha dato del “tonno” insultando la sua vocazione corrotta.. messa al servizio di una “nuova democrazia” precostituita. Ma Palamara, così come i tanti “Palamara” esistenti, non sapeva che vendere l’anima ha un costo preciso ed altissimo???
    Il suo nuovo modo di ragionare è sempre stato alla sua portata, se proprio voleva fare una comparazione tra ciò che è giusto e ciò che non lo è….. Solo e sempre avidità o vendetta…nessun pentimento!

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