Opinioni

Bizzi: la farsa Covid è finita, ora licenziano il golpista Conte

«La “pandemia” è finita, andate in pace». Lo annuncia lo storico Nicola Bizzi, editore di “Aurora Boreale”. «Dopo settimane di terrorismo psicologico alimentato ad arte dal governo Conte e dalla sua torbida corte di nani e ballerine, anche e soprattutto attraverso la grancassa di risonanza dei mediacompiacenti e le sparate televisive di personaggi di squallore come i sedicenti “virologi” Andrea Crisanti e Walter Ricciardi, pare proprio che il vento sia cambiato», scrive Bizzi su “Database Italia“. In altre parole: “qualcuno” ha deciso che dovesse cambiare, il vento. Basta leggere quello che scrive «il potentissimo gruppo “Espresso-Repubblica”, che rappresenta da oltre trent’anni un vero e proprio partito occulto, capace di manipolare l’opinione pubblica». E’ evidente che ha dichiarato guerra al governo Conte: nelle ultime settimane, «l’esecutivo golpista giallorosso è stato infatti bersaglio, da parte di questo “partito occulto”, di un intenso bombardamento mediatico che, in maniera chirurgica, si è accanito su tutti i suoi nervi scoperti». La netta presa di posizione di “Repubblica” per la campagna del No al referendum sul taglio dei parlamentari – osserva Bizzi – è stata inoltre interpretata come una vera e propria dichiarazione di guerra a Conte e ai suoi accoliti. «Non facciamoci facili illusioni: Barbapapà Scalfari, Carlo De Benedetti e i loro “nipotini” non sono certo rinsaviti di colpo». 

A John Elkann e colleghi non importa, «se la nostra Carta Costituzionale è ormai divenuta carta igienica». Se “Repubblica” e “L’Espresso” si esprimono per il No al referendum, e decidono di bombardare Conte, scrive Bizzi, «significa che vogliono farlo cadere perché hanno già preso accordi con ciò che lo sostituirà: sanno che è già stato pianificato il “dopo” e intendono farne parte da protagonisti». Attenzione: «Hanno capito molto bene che il governo giallorosso è arrivato al capolinea e sta per implodere, non solo per i colossali danni all’economia che in pochi mesi ha saputo arrecare, ma soprattutto perché si sta infrangendo inesorabilmente sui numeri, sulla matematica». I “giornaloni” hanno capito che «un governo che si regge e si sostiene esclusivamente sulla paura, sulla sistematica falsificazione dei dati sanitari, su uno stato d’emergenza assurdamente prorogato per meri fini politici, sulla goffa secretazione degli atti e sui giochi di prestigio della moltiplicazione dei “contagi” – ragiona Bizzi – ha perso del tutto la propria credibilità ed è ormai divenuto fonte di serio imbarazzo per l’immagine stessa dell’Italia nel mondo e per quelle famiglie che realmente manovrano i fili della politica nel nostro paese».

La matematica non è un’opinione: meglio tardi che mai, ora «la pantomima “covidista” di questo esecutivo sta venendo confutata e smontata giorno dopo giorno dall’evidenza dei fatti e dall’emergere dei dati reali», sostiene Bizzi. I media mainstream, «con le incessanti (e anche ridicole) campagne terroristiche, e con le continue minacce e promesse di una fantomatica “seconda ondata”», erano riusciti fino a pochi giorni fa «a nascondere, agli occhi del popolo bue, il fatto che è ormai da maggio che in Italia non c’è più alcuna reale emergenza sanitaria». Lo hanno fatto, aggiunge Bizzi, perché in Italia «non esiste una stampa libera». E i media, tranne rare eccezioni, sono saldamente allineati con il potere: «Non solo con il potere “visibile”, ma anche e soprattutto con quello “invisibile” ai più, ovvero quelle organizzazioni e quelle lobby che stanno dietro alla politica e che la manovrano a pieno piacimento». Sappiamo bene, aggiunge Bizzi, che il governo Conte «è totalmente eterodiretto», e che finora «ha attuato un’agenda impostagli dall’alto, in parte scritta a Davos, in parte nelle segrete stanze del Gruppo Bilderberg, e in parte ancora sui tavoli dell’Organizzazione Mondiale della Sanità».

Il problema, per il governo – continua l’analista – è che adesso cominciano a sospettarlo (o addirittura a capirlo) tanti elettori, tra quelli che votano le stesse forze politiche che l’hanno tenuto in piedi. Si sa che Conte stava già per cadere un anno fa: a sorreggerlo – grazie allo stratagemma del terrore – è stato proprio il ricatto psicologico di massa imposto con la gestione “cinese” dell’emergenza sanitaria. Non solo: il governo «ha rischiato seriamente di cadere e di farsi molto male, in particolare all’inizio di aprile, quando la mafia aveva deciso di dargli una spallata definitiva», scrive Bizzi, ricordando la rivolta (pilotata) nelle carceri, contro la nomina del magistrato antimafia Nino Di Matteo – poi rientrata – alla guida dell’amministrazione penitenziaria. Conte, aggiunge Bizzi, «si è salvato a rotta di collo solo partorendo una nuova “trattativa” talmente abominevole da far impallidire e sembrare veramente poca cosa quella precedente», che fece tremare i palazzi del potere, «incluso l’ufficio dell’ex inquilino del Quirinale». Scandalosa, la scorsa primavera, la retromarcia del ministro grillino Alfonso Bonafede: su Di Matteo fece dietrofront, dopo l’insurrezione carceraria.

Bizzi punta l’indice anche sulla opaca gestione dell’intelligence, da parte di Conte: «Nel decreto “Covid”, il governo giallorosso ha introdotto una norma che, surrettiziamente, modifica la legge del 2007 sui servizi segreti, prorogando di quattro anni il Dis, Dipartimento Interno di Sicurezza, oltre che i vertici di Aisi e Aise». Per Bizzi si tratta di una norma «francamente scandalosa, perché non ha niente a che vedere con il “virus”, e sottrae un settore importante come quello dei servizi al controllo del Parlamento». Un provvedimento «talmente spudorato, e creato a stretto uso e consumo di un esecutivo sempre più debole e unicamente ormai interessato a non finire sotto processo», al punto che «perfino cinquanta deputati del Movimento 5 Stelle hanno preparato un emendamento per arrecarvi alcune sostanziali modifiche e riportare alla normalità nomine così delicate», riconducendo così nell’alveo della legalità parlamentare «una discussione così importante per la democrazia». Tutti segnali che, per Bizzi, «indicano quanto il governo sia debole, incredibilmente debole». “Trattativa” e servizi segreti a parte, l’esecutivo «si è mantenuto in piedi fino ad oggi esclusivamente alimentando la paura del “virus” grazie allo “stato d’emergenza”», prorogato fino a metà ottobre solo grazie al voto di fiducia imposto alle Camere.

«Parliamoci chiaro: l’Operazione Corona è fallita», sintetizza Bizzi. «Doveva essere un vero e proprio colpo di Stato globale, finalizzato a un radicale reset finanziario e sociale». Prevedeva obiettivi mostruosi, come «la restrizione e la soppressione delle libertà costituzionali, la schedatura e il tracciamento massivo dei cittadini mediante l’identità digitale», e anche «l’instaurazione di un regime oligarchico tecnocratico-sanitario», incluso «un piano di depopolamento basato sulle vaccinazioni». Un piano infernale, che «ha raggiunto solo una minima parte degli obiettivi prefissati». E così, «la “Quarta Rivoluzione Industriale” transumanista e orwelliana pianificata a Davos sta adesso seriamente rischiando una brusca frenata», prevede Bizzi. «In tutta Europa il popolo inizia a scendere in piazza per rivendicare la propria libertà e i propri diritti, e molti Stati si stanno palesemente smarcando». Questa operazione di manipolazione «ha richiesto e comportato enormi “investimenti” e una capillare opera di corruzione, che ha interessato decine di migliaia di politici e funzionari in tutto il mondo». Bizzi si mostra realista: «Non ci aspettiamo di certo che possa essere demolita in ventiquattr’ore, ma è già da tempo iniziato il conto alla rovescia per il suo smantellamento».

Anche in Italia, infatti, stiamo assistendo da alcuni giorni a una generale e progressiva retromarcia, o addirittura «a un tentativo di smarcamento, da parte di molti politici, dal delirio “pandemico” fino ad oggi portato avanti con tanto zelo dal governo Conte». Lo stesso Istituto Superiore della Sanità, «presieduto dal rotariano Silvio Brusaferro», è stato costretto ad arrendersi all’evidenza: «L’emergenza sanitaria, intesa come una situazione di pressione sulle strutture delle Asl, è finita». Al di là dell’andamento della curva dei “contagi” oggi è un fatto, come spiega anche il report settimanale dell’Iss, che le infezioni diagnosticate negli ultimi mesi presentino «una minore gravità clinica». Nella maggior parte dei casi, infatti, scrive sempre l’Istituto Superiore di Sanità, si tratta di pazienti asintomatici. E qui arriva «un assist involontario, per il cambiamento di rotta nella narrativa che vuole gli asintomatici come pericolosi diffusori del virus, da tenere sotto stretto controllo e possibilmente in isolamento». A fornire questo assist è proprio il famigerato Anthony Fauci, per quarant’anni uomo di fiducia di Big Pharma alla Casa Bianca. Durante un breafing allo Us Department of Health and Human Services, Fauci ha ammesso che «in tutta la storia dei virus respiratori di qualsiasi tipo, la trasmissione asintomatica non è mai stata causa di focolai».

Il responsabile dei focolai «è sempre stata una persona sintomatica», ha insistito Fauci: «Anche se c’è un raro caso di persona asintomatica che potrebbe trasmettere, un’epidemia non è determinata dai portatori asintomatici». Un altro assist, continua Bizzi, è arrivato addirittura dall’Oms: lo scorso 8 giugno, è stata Maria Van Kerkhove (capo dell’unità per le malattie emergenti e le zoonosi dell’Oms) a dichiarare che la trasmissione del virus da parte di individui asintomatici è da considerarsi «molto rara». Nel frattempo, un gruppo di ricercatori australiani è giunto a stimare che il tasso di trasmissione degli asintomatici varia da 0% a 2,2%, mentre lo stesso valore per i sintomatici varia da 0,8% al 15,4%. A pesare, per Bizzi, sono ormai «le evidenze cliniche, accompagnate da una crescente ammissione della falsificazione per eccesso di tutti i dati, sia dei contagi che dei decessi». A questo si aggiungono «le forti pressioni diplomatiche dell’amministrazione Trump, finalizzate anche a riportare il nostro paese nell’alveo atlantico e sottrarlo alle mani della Cina». Ci sono anche «le indagini sull’Obamagate, che procedono adesso spedite e che non fanno dormire sonni tranquilli a molti personaggi di casa nostra».

E’ noto infatti l’indebito coinvolgimento dei servizi segreti italiani, su richiesta di Obama, nella fabbricazione di prove false contro Trump, nel 2016 (il famoso “Russiagate”), per agevolare l’elezione di Hillary Clinton. Sulla graticola potrebbero finire Renzi e Gentiloni: nei loro confronti, le indagini in corso negli Usa potrebbero quindi rivelarsi, come minimo, un formidabile strumento di pressione, nel caso in cui la Casa Bianca chiedesse di liberare l’Italia dall’incubo rappresentato da Giuseppe Conte. Tutti i segnali, riassume Bizzi, che «sono un chiaro preludio alla caduta di questo esecutivo criminale e alla nascita di un nuovo governo di larghe intese presieduto da Draghi». Un governo che potrebbe comprendere Pd, Forza Italia, Lega e Italia Viva, con l’esclusione del Movimento 5 Stelle e con il probabile appoggio esterno di Fratelli d’Italia? Sarebbe «un’ennesima porcata all’italiana, che però – rileva Bizzi – potrebbe traghettare il paese in tempi rapidissimi fuori da una emergenza-fantasma, priva di ogni fondamento e giustificazione». Una conferma viene anche da “Dagospia”, che ha segnalato «un codazzo di auto blu» in sosta ai Parioli, sotto la casa romana di Draghi, dove il 29 agosto si sarebbe appunto tenuta, fino a tarda notte, una riunione importante per il futuro politico dell’Italia.

Ciliegina sulla torta, lo stesso Beppe Grillo, «alfiere del fanatismo transumanista e delle tecnologie digitali», attraverso il suo blog ha recentemente rilasciato sorprendenti dichiarazioni di ripensamento sulla tecnologia 5G e sulla minaccia alla salute che essa rappresenta. «Grillo riceve ed esegue ordini e, secondo molti ben informati, è da tempo ricattato». Evidentemente, scrive Bizzi, «è stato sostituito chi manovra i fili di questa squallida marionetta». Se fino ad oggi Grillo «ha fatto il gioco della Cina», a sostenerlo già dal 1992 erano stati «i servizi inglesi e la Cia». Insomma: la fine dell’estate potrebbe portarci interessanti sorprese, tra cui «la fine ufficiale della “pandemia” e dell’”emergenza”, con buona pace dei “covidioti” di casa nostra, che continuano imperterriti a indossare mascherine e rovesciarsi sulle mani litri di nauseabondo disinfettante». Domanda finale, che Bizzi fa in modo che resti per ora senza risposta: licenziato l’abominevole Conte, il potere ci consegna «tra le fauci» di Draghi?

Fonte: libreidee

Nicola Zegrini nasce a Roma nel 1970. Dopo gli studi classici si laurea in Giurisprudenza alla Sapienza di Roma. Appassionato di ogni forma d'arte, suona vari strumenti e compone sin da giovane poesie e canzoni. Avido lettore, si interessa ad argomenti esoterici e nel 2011 pubblica "Lo specchio del pensiero", il suo primo romanzo. Apre anche un blog di attualità, crescita personale e benessere e sia libro che sito riscuotono un discreto successo. Attualmente lavora come responsabile in un albergo nel centro di Roma.

Un commento su “Bizzi: la farsa Covid è finita, ora licenziano il golpista Conte

  1. Maria Soldani

    Qui è evidente, purtroppo, anche ad una osservatrice sempliciotta come la sottoscritta, scarsamente edotta in strategie occulte di potere, il sadico gioco delle parti, la danza macabra, altalenante, degli opposti piatti di un’unica, strategica bilancia, ovvero si ha contezza di quanto le successioni alternate di correnti e partiti al governo (apparentemente distanti ed inconciliabili tra loro), siano tutte in realtà preventivamente decise “a tavolino” da un’ invisibile “longa manus” occulta…
    Non so proprio a quali conseguenze (favorevoli o sfavorevoli che possano essere) potrebbe portare, il passaggio fatale e disinvolto del testimone ad un personaggio come Draghi; certo, il cognome suggestivo, evocante leggende e favole a sfondo ludico/onirico/esoterico, non sembra, in apparenza, promettere alcunché di buono…
    Spero, in ogni caso, in una decisa virata del timone, questa volta a nostro favore, in una svolta, insomma, anche momentanea, dei turpi paradigmi di potere fin qui ampiamente rappresentati nel grande palco mediatico del ” teatrino” della politica…In attesa di uno stravolgimento ben più grande e radicale, naturalmente.
    Vorrei ricordare ( semmai, qualcuno, assai smemorato nonché ottuso in quanto a perspicacia cerebrale, non se ne fosse ancora accorto), che i paradigmi geo-politici di cui sopra, sono stati, fin qui, oltremodo duri, ingiusti e spietati, perché privi d’ogni riguardo, scrupolo, senno, senso delle proporzioni e della proporzionalità, di fronte all’effettivo, reale pericolo costituito dal virus (per ciò che mi riguarda, soltanto una severa forma di infezione da influenza stagionale, simile ad altre del recente passato, con la sola aggravante della massiccia vaccinazione, preventivamente indotta, oltre che di un trattamento sanitario, durante l’emergenza, tipici del TSO😠 ) ;

    Tali scenari hanno avuto l’avallo di un governo anti-democratico ed abusivo, il quale, con il proseguimento ad oltranza dell’adozione della quarantena (più simile, in verità, ad una pena carceraria/domiciliare, in palese stile “ergastolo” ),si è drammaticamente rivelato (quasi a strapparsi dal viso la maschera dell’ipocrisia ) , come uno Stato inequivocabilmente
    oligarchico (con ipocriti velami di bon ton nobiliare, Conti e Baroni docet … ), in senso purtroppo Orwelliano ;
    dulcis in fundo, certe regole e restrizioni amministrative adottate sono risultate essere (con il senno intellettuale di poi),sempre più sfacciatamente ricalcanti (Oh! ma che novità! Quale stupefacente, sfortunata fatalità, ci è toccata ! 😒) un certo, ansiogeno e sadico clima, indotto da esperta e sapiente regia occulta, di presunto stampo massonico…
    Abbiamo assistito, tutti,in questi pesanti e dolorosi mesi, ad un’ accurata, dissonante, disgustosa sceneggiatura intesa a diffondere, senza “se” e senza “ma”, del panico sociopatico, in seno alle masse…
    Si è concretizzato ,purtroppo, davanti a spettatori sia scettici che creduloni, quel tipico, inquietante, e direi anche decisamente antipatico scenario da incubo, sia cognitivo che esistenziale ; una spiacevole, dissonante rappresentazione teatrale/televisiva e mediatica, a chiara, evidentissima matrice settaria/dogmatica/apocalittica/sciento-sanitaria, tanto nemica del sano interesse/benessere/libero discernimento dei popoli, il tutto già preannunciato(c’era da aspettarselo, in fondo) da una copiosa e pregevole letteratura a carattere distopico…. Riusciremo a trarne insegnamento e quindi profitto , a rifiutare, per il prossimo futuro, simili o più deleterie “sirene” elettorali, zeppe di incognite, ma avare di promesse, con quella lucida preveggenza, forgiatasi dalle recenti e cocenti delusioni?
    La “nave” chiamata Draghi sarà già intravista come una “zattera” assai poco navigabile, ovvero inquadrata come l’ennesima esperienza fallimentare, dal popolo italiano ? Che ci rimane da fare? Sperare almeno( se ci è concesso), che il Drago, qualora minacciasse subito terribili fuochi di distruzione, si tramuti repentinamente in uno scorpione masochista, e distrugga se stesso….

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