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Barr si dice molto turbato dalla controinchiesta sul Russiagate

Di: Roberto Vivaldelli

Nuovi dettagli sulla controinchiesta del Procuratore John Durham sulle origini del Russiagate che dovrà determinare la condotta delle agenzie governative nei confronti della Campagna di Donald Trump nel 2016. In un’intervista esclusiva rilasciata a Bret Baier, conduttore di Fox News, il procuratore generale William Barr ha rivelato che Durham sta indagando su “alcuni” nomi noti ai cittadini americani, spiegando di essere “molto turbato” da ciò che ha sinora appresa dalle indagini. La squadra di Durham, ha osservato Barr, “ha lavorato in maniera molto aggressiva per fare progressi” e le conclusioni delle indagini “saranno rese pubbliche” probabilmente “prima delle elezioni”, in programma il prossimo 3 novembre. “Siamo molto preoccupati dalla forza motrice dietro un’inchiesta aggressiva lanciata sulla campagna elettorale di Trump senza un minimo di fondamento. Sembra che il Bureau fosse stato caricato a molla alla fine di luglio (del 2016) per indagare sulla campagna”, ha osservato Barr.

La controinchiesta sul Russiagate vicina a un punto di svolta

“Per la prima volta nella storia americana, le organizzazioni di polizia e le organizzazioni di sicurezza nazionale sono state usate per spiare una campagna e non c’erano basi per fare questo”, ha aggiunto l’attorney general Barr. “I media hanno ampiamente guidato processo. Inoltre, ci sono state azioni che sembrano davvero essere sforzi per sabotare la sua campagna (di Donald Trump, Ndr). E questo deve essere esaminato. E se la gente vuole dire che sono mosso da motivazioni politiche perché sto esaminando quei potenziali abusi di potere, così sia. Ma questo è il lavoro del procuratore generale”. Nelle scorse settimane, il direttore generale dell’intelligence nazionale Richard Grenell ha declassificato alcuni file riguardanti ex funzionari dell’amministrazione Obama che sarebbero coinvolti nel cosiddetto “complotto” ai danni dell’ex consigliere per la sicurezza nazionale di Donald Trump, Michael T. Flynnincastrato dall’Fbi per dei presunti legami con il Cremlino (fu, infatti, la prima grande vittima dell’inchiesta sul Russiagate).

Il Dipartimento di Giustizia ha affermato di aver concluso che l’interrogatorio di Flynn da parte dell’Fbi era “ingiustificato” e che è stato condotto “senza alcuna legittima base investigativa”. Com’è emerso nelle scorse settimane, il team legale del tenente generale Michael T. Flynn ha chiesto alla Corte federale di rendere nota una prova “decisiva” che dimostra la sua innocenza nonché la cattiva condotta degli agenti dell’Fbi che lo interrogarono. Nello specifico, un giudice federale statunitense ha desecretato documenti del Federal Bureau of Investigation (Fbi) che dimostrano come l’ex consigliere di Trump sia stato vittima di un “piano deliberato” del bureau allo scopo di incastrarlo. I documenti desecretati includono una nota scritta di Bill Priestap, allora direttore del controspionaggio dell’Fbi, nel quale viene suggerita agli agenti dell’agenzia la condotta da adottare negli interrogatori a carico del generale Flynn: “Quale dovrebbe essere il nostro obiettivo? L’ammissione della verità, o spingerlo a mentire, così da poterlo processare e/o farlo licenziare?”, recita la nota.

Barr: “Pronti a perseguire i responsabili”

Lo scorso ottobre l’indagine preliminare del Dipartimento di Giustizia guidata dall’Attorney general William Barr e condotta dal Procuratore John Durham si è “evoluta” in un’indagine penale a tutti gli effetti. Questo significa che i dirigenti e gli ex funzionari dell’Fbi e del Dipartimento di Giustizia eventualmente coinvolti rischiano un’incriminazione e permette a Durham di raccogliere testimonianze, accedere ad ulteriori documenti e di formulare delle accuse precise. Significa anche che l’indagine preliminare condotta in questi mesi ha portato alla raccolta di prove significative. L’aprile scorso, William Barr ha dichiarato in un’intervista rilasciata a Fox News che il procuratore John Durham è pronto a perseguire gli ex funzionari della comunità dell’intelligence se le prove dimostreranno che questi ultimi hanno spiato illegalmente la campagna di Trump o hanno fabbricato false prove per incastrare il candidato repubblicano e il suo entourage.

Fonte: insideover

Nicola Zegrini nasce a Roma nel 1970. Dopo gli studi classici si laurea in Giurisprudenza alla Sapienza di Roma. Appassionato di ogni forma d'arte, suona vari strumenti e compone sin da giovane poesie e canzoni. Avido lettore, si interessa ad argomenti esoterici e nel 2011 pubblica "Lo specchio del pensiero", il suo primo romanzo. Apre anche un blog di attualità, crescita personale e benessere e sia libro che sito riscuotono un discreto successo. Attualmente lavora come responsabile in un albergo nel centro di Roma.

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