Finanza

Recovery Fund condizionato all’implementazione del 5G in tutto il territorio italiano

Recovery Fund, il piano franco-tedesco per non perdere il treno del

Un vero affare far parte di questa Unione Europea, il 5g è un prestito da restituire, assolutamente non conveniente come ce lo dipingono e inoltre è condizionato all’implementazione di qualcosa che potrebbe nuocere gravemente alla salute di tutti come il 5G, peggio degli aguzzini. È ora di dire basta!

NZ

Germania e Francia sono d’accordo nel mettere a disposizione dei paesi Ue colpiti dal coronavirus un gigantesco programma di finanziamenti da 500 miliardi di euro per la ripresa. Un recovery Fund che sarà basato sulla concessione di sussidi gratuiti (grants) e non prestiti da restituire (loans) che però sarà strettamente vincolato da regole ben precise su come utilizzare i fondi. Non già fondi distribuiti a pioggia, che gli Stati possano diluire nei loro bilanci per coprire buchi e magari pagare le pensioni, ma fondi vincolati al sostegno di aree particolarmente colpite e settori industriali strategici, che hanno bisogno di fondi per ripartire. E ai primi posti fra i settori da finanziare c’è il 5G, visto che l’Action Plan della Commissione Ue prevede grossi sforzi da parte della Ue per non perdere il treno del 2025. Eppure, in questo periodo di crisi sanitaria diversi paesi si sono visti costretti e a rimandare le aste per l’assegnazione delle frequenze

(Scarica qui il PDF dell’Action Plan per il 5G della Commissione Ue del 2016).

Recovery Fund destinato a tutti i paesi Ue

In primo luogo, ha detto Angela Merkel in tele conference con Emmanuel Macron, il Recovery Fund non sarà limitato soltanto ai paesi più colpiti dal virus (Spagna, Italia e Francia) ma alla ripresa dell’economia europea in generale.  

Tra l’altro, la proposta franco-tedesca toglie dalle ambasce la Commissione Ue, segnando una strada che certamente verrà seguita da Bruxelles, alle prese con i veti incrociati dei diversi stati in particolare i falchi dell’austerity (Olanda, Austria, Svezia, Danimarca) che vogliono usare la scure nei confronti dei ‘paesi cicala’ del Sud Europa, Italia in testa.  

Anche la Commissione Ue è pronta a presentare a breve, se possibile entro il mese di maggio, il programma di finanziamento Ue che, come confermato dalla presidente della Commissione Ursula Von Der Leyen, terrà certamente conto dell’indirizzo del documento franco-tedesco.

Obiettivo dell’Action Plan sul 5G della Commissione Ue del 2016

Le quattro colonne per la ricostruzione: sanità, vaccini, ambiente e 5G

Merkel e Macron hanno immaginato una ricostruzione basata su quattro colonne. Oltre al Recovery Fund, il programma include anche il potenziamento del settore sanitario. 

Per rafforzare l’indipendenza europea nel settore sanitario, il piano proposto da Francia e Germania prevede il potenziamento delle competenze specifiche nella Ue e lo sviluppo di scorte sanitarie e medicali comuni, nonché il coordinamento della fornitura di vaccini e cure.

La terza colonna del piano riguarda la modernizzazione dell’economia europea e dei suoi modelli di business, con particolare attenzione agli obiettivi dell’ambiente e del digitale.

Macron ha sottolineato la necessità di creare delle condizionalità in aree come il clima, la biodiversità e l’ambiente.

Fra i nuovi target la necessità di alzare l’asticella dei target europei riducendo le emissioni entro il 2030, con l’obiettivo di raggiungere la cosiddetta neutralità climatica entro il 2050, e implementare le condizioni climatiche sugli aiuti di stato. Il piano chiede inoltre di accelerare il rollout del 5G.

Rafforzare la sovranità europea

Il piano franco-tedesco enfatizza inoltre la necessità di potenziare la sovranità della Ue. In altre parole, l’obiettivo è ridurre la dipendenza dell’Europa dal resto de mondo per meglio proteggere le imprese della Ue sforzandosi di diversificare le filiere della supply chain, promuovendo “un piano ambizioso ed equilibrati di commercio che abbia il WTO al centro”.

Ciò non significa tagliare fuori l’Europa dal commercio mondiale, al contrario. Ma certo il nuovo corso economico della Ue spingerà sulla maggior integrazione in aree strategiche come come la digitalizzazione, l’energia e i mercati dei capitali.

Leggi art. completo: key4biz

Nicola Zegrini nasce a Roma nel 1970. Dopo gli studi classici si laurea in Giurisprudenza alla Sapienza di Roma. Appassionato di ogni forma d'arte, suona vari strumenti e compone sin da giovane poesie e canzoni. Avido lettore, si interessa ad argomenti esoterici e nel 2011 pubblica "Lo specchio del pensiero", il suo primo romanzo. Apre anche un blog di attualità, crescita personale e benessere e sia libro che sito riscuotono un discreto successo. Attualmente lavora come responsabile in un albergo nel centro di Roma.

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