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MORIRETE PER BRUXELLES. Dombrovskis conferma che con il Recovery Fund non c’è “Nulla di Nuovo”

Intervista molto chiara sulla Suddeutschland Zeitung del vicepresidente della Commissione, e Boss di Gentiloni, Valdis Dombrovskis, che spiega la realtà degli “Aiuti” dell’Unione molto più delle palle del Corriere o della TV. Prendiamo qualche passaggio base:

“Sovvenzioni in cambio di riforme: intende la Commissione monitorare l’attuazione?”

Non stiamo inventando nulla di nuovo qui, ma ci basiamo su regole che gli Stati hanno concordato per lo strumento di bilancio per la convergenza e la competitività …”

Ma come, il Recovery fund dovrebbe essere la salvezza dell’Italia ed invece sarà solo l’ennesima versione del MES, che ti dà un docetto solo se fai i compitini e fai le “Riforme”. Per l’italiche riforme si chiamano “Jobs Act II”, taglio dei servizi pubblici e, aggiungiamo il terzo livello recente, centrali. Però mica abbiamo finito:

“... il nuovo budget pot per la zona euro …”

Esattamente. Le regole qui stabiliscono che il pagamento del denaro dipende dallo stato di avanzamento delle riforme strutturali e degli investimenti.”

C’è ancora un fesso che pensa che Recovery Fund siano soldi “Aggratiss”? “No riforme strutturali, No party, anzi solo paghi.

Poi, se non sei buono e non hai un governo allineato ai desideri di chi comanda a Bruxelles, allora minacciano di tagliarti i soldini.

I pagamenti del pacchetto di aiuti Corona potrebbero dipendere anche dal fatto che lo Stato di diritto funzioni nel paese beneficiario? I casi dell’UE contro la Polonia e l’Ungheria sono in corso per preoccupazioni sullo stato di diritto.

Già due anni fa, quando la Commissione ha presentato un progetto per il nuovo quadro finanziario pluriennale, abbiamo suggerito che l’accesso ai finanziamenti dell’UE dovrebbe dipendere dal rispetto dello stato di diritto. Questo vale ancora. E poiché vogliamo pagare i fondi del piano di ricostruzione attraverso il bilancio dell’UE, si applicheranno le regole del bilancio dell’UE.

Quindi se uno stato, legittimamente, elegge un governo che “Non va bene” a Bruxelles, magari perchè svecchia la struttura giuridica, o tiene le elezioni nonostante la Covid (Polonia), oppure perchè governa in modo indipendente dalla UE con politiche famigliari di successo (Ungheria), allora non gli do la paghetta.

Tra l’altro questa situazione in cui il Patto di Stabilità non viene applicato a causa della Covid-19 è solo temporaneo: lasciate passare un  annetto e torneremo alla situazione di prima, con Patto di Stabilità, “Letterine”, etc…

“Dopo la crisi, le montagne del debito degli Stati avranno continuato a crescere. Non è un problema per il patto di stabilità?”

In effetti, prevediamo un rapido aumento dei disavanzi di bilancio e dei livelli del debito e solo una graduale riduzione della fase di ripresa. Quando il Patto di stabilità e crescita tornerà in vigore, il punto di partenza degli Stati sarà diverso da quello che è oggi. Avrai debiti e deficit significativamente più alti. Dobbiamo occuparcene”.

Tra un anno, al massimo 18 mesi, torneranno in vigore le regole del patto di stabilità, solo che noi avremo un rapporto debito pil attorno al 150/160%, non tanto per gli aiuti, quanto per la riduzione del PIL da inattività del governo. A quel punto partiranno lettere, minacce, richieste assurde, Patrimoniale compresa (ricordiamo che i tedeschi ci accusano sempre di essere più ricchi di loro). Questa è la visione dell’algido vicepresidente della Commissione, del Boss di Gentiloni. Tutto il resto, i “Fondo Perduto”, gli “Aiuti senza condizionalità”, sono solo degli specchi per le allodole, delle panzane messe per attrarvi verso il nulla. Poi, chiaramente, decideranno sempre i soliti e vi renderete conto di non contare un cavolo. Tranne che non decidiate, veramente, di voler contare, costi quel che costi.

Fonte: scenarieconomici.it

Nicola Zegrini nasce a Roma nel 1970. Dopo gli studi classici si laurea in Giurisprudenza alla Sapienza di Roma. Appassionato di ogni forma d'arte, suona vari strumenti e compone sin da giovane poesie e canzoni. Avido lettore, si interessa ad argomenti esoterici e nel 2011 pubblica "Lo specchio del pensiero", il suo primo romanzo. Apre anche un blog di attualità, crescita personale e benessere e sia libro che sito riscuotono un discreto successo. Attualmente lavora come responsabile in un albergo nel centro di Roma.

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