Nuova Era

Il punto della situazione

Qualunque cosa succeda il mondo non sarà più quello che abbiamo imparato a conoscere

Circa un mese fa avevo scritto questo breve articolo in cui dicevo di sapere dalla fine dell’estate che, a partire dalla metà di Gennaio, le elites avrebbero trovato il modo di creare una crisi economica globale per poi farsi avanti e proporre la soluzione che comporta la fine dell’austerità e la creazione di ricchezza con denaro direttamente nelle tasche dei cittadini. In quel periodo gli elementi per arrivare a questa conclusione erano molti, per fare un esempio, vediamo come, a Novembre Bridgewater, il più grande fondo di investimento mondiale, avesse scommesso un miliardo e mezzo di dollari sull’avvio di una crisi economica in tutto il globo. Questo è solo un esempio, in quel periodo mi era capitato di leggerne altri e, quasi superfluo sottolineare che, se hanno scommesso è perché sapevano quello che sarebbe successo. Come è spiegato meglio nell’articolo citato sopra, le élites si erano rese conto che il modello economico adottato fino ad ora, basato sulla globalizzazione e sull’austerità, non poteva più funzionare, avevano dunque bisogno di una crisi che gli permettesse di passare ad un nuovo paradigma economico senza dover ammettere che avevano sbagliato tutto e avevano intenzionalmente portato alla rovina interi paesi, come il nostro ma soprattutto come la Grecia. Che sia creata ad arte oppure no, questa crisi dovuta al Coronavirus sembrerebbe soddisfare alla perfezione queste esigenze, perché inverte totalmente lo scenario: ora le elites possono realizzare tutti i loro programmi e farlo passando per i salvatori dell’umanità.

L’unione europea, era l’istituzione che, più delle altre, avendo basato tutte le sue politiche economiche esclusivamente sull’austerità, sembrava avviarsi verso una grande crisi. La Germania cominciava infatti a rendersi conto che l’austerità aveva impoverito tutti quelli che potevano comprare i propri prodotti, per questo si avviava verso la recessione; una cosa molto simile più dirsi per la Cina la quale non riusciva più a vendere le proprie merci ai livelli di qualche anno prima. Per gli Stati Uniti il discorso è diverso e, per loro, probabilmente il cambio di paradigma è da fare risalire al desiderio di Trump di riportare l’industria all’interno del territorio degli USA e dalla consapevolezza che un economia basata sulla finanza e sul dominio del Dollaro nei mercati mondiali non sarebbe potuta durare molto a lungo.

Dovevano cambiare e, per farlo, era necessaria una crisi seguita da alcune grandi concessioni, vediamo allora che Trump promette uno stipendio mensile per tutti i cittadini , la stessa cosa succederà anche da noi ma intanto vediamo la fine del patto di stabilità che, detto con altre parole significa fine dell’austerità per la UE.

Al di la di queste considerazioni economiche, le elites avevano bisogno di un cambio di paradigma per aumentare il loro grado di popolarità, una cosa che, grazie al risveglio globale, stava scendendo a livelli, per loro, preoccupanti. In questo modo, crisi e susseguente cambio di paradigma economico e sociale, avrebbero potuto portare avanti gli altri storici, programmi del Nuovo Ordine Mondiale come: vaccinazione forzata in tutto il mondo e, con essa l’installazione di microchip, riduzione delle libertà (libertà di movimento), controlli sulle comunicazioni e eliminazione del contante (LINK). Inutile dire come la crisi del Coronavirus realizzi, in men che non si dica, tutti questi obiettivi.

Qualcosa è andato storto?

Sembra che qualcuno abbia deciso di mettere i bastoni tra le ruote nel carro che portava alla realizzazione del Nuovo Ordine Mondiale: un alleanza internazionale aspettava da tempo il momento giusto per fermare le élite e i loro piani di dominio mondiale e quel momento gli è stato ora servito su un vassoio di argento. Pare che finalmente quest’alleanza abbia deciso che fosse tempo di agire e che mai avrebbe trovato un momento più propizio di questo per la sua strategia: le città deserte infatti potrebbero favorire gli arresti delle elites perché rendono più rapidi gli spostamenti, limitano la possibilità di danneggiare persone innocenti e, considerando anche blocco di aerei ecc e la chiusura delle frontiere, rendono più difficile per loro la fuga. Questa ipotesi degli arresti spiegherebbe anche il motivo per cui 35.000 militari di varie nazionalità ma soprattutto statunitensi sono stati dispiegati in tutto il territorio europeo, senza protezioni, in un momento così critico, nell’operazione Defender Europe 20.

Questa ipotesi, per quanto fantascientifica, è appoggiata da vari divulgatori: Cobra che qui, oltre che confermare quanto detto, sostiene (cosa che non aveva mai fatto prima) che siamo alle fasi finali della liberazione planetaria prima dell’evento; conferme arrivano da Benjamin Fulford, David Wilcock, Micheael Salla e forse q-anon. Inoltre quello che era apparso in questo articolo che ha fatto un grande clamore e che parla, anch’esso, degli arresti delle elites, pare si stia, almeno in parte, realizzando: mai prima d’ora si erano verificate tante dimissioni di presidenti di importanti società multinazionali, inoltre non si spiega come così tanti personaggi famosi, con apparenti legami con il NWO, abbiano contratto il coronavirus dato che, presumibilmente, essi non sono soliti a mischiarsi tra la gente. Non è che, in questo caso il coronavirus serva a nascondere qualcos’altro?

Qualunque cosa succeda il mondo non sarà più quello che abbiamo imparato a conoscere. Siamo decisamente ad una svolta ma, qualunque cosa succeda, per noi non cambierà molto perché niente e nessuno potrà toglierci la nostra consapevolezza e il nostro desiderio di creare un mondo migliore. Che vinciamo o perdiamo la nostra guerra, niente potrà fermare il risveglio della popolazione, il che è l’unica vittoria per un pianeta che, unito, aspira sollevarsi ad un piano superiore dell’esistenza.

Nicola Zegrini

Nicola Zegrini nasce a Roma nel 1970. Dopo gli studi classici si laurea in Giurisprudenza alla Sapienza di Roma. Appassionato di ogni forma d'arte, suona vari strumenti e compone sin da giovane poesie e canzoni. Avido lettore, si interessa ad argomenti esoterici e nel 2011 pubblica "Lo specchio del pensiero", il suo primo romanzo. Apre anche un blog di attualità, crescita personale e benessere e sia libro che sito riscuotono un discreto successo. Attualmente lavora come responsabile in un albergo nel centro di Roma.

2 commenti su “Il punto della situazione

  1. ottimo riassunto Nicola.
    Grazie.
    Tienici informati sui prossimi pezzi del puzzle che va a comporsi.

    "Mi piace"

  2. Pingback: Il punto della situazione – giobarblog

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